Tanti anni fa l’omicidio del custode nel Cimitero vecchio di Cagliari

Ospitiamo oggi l’articolo di Andrea Governi dedicato ad un fatto accaduto a Cagliari più di un secolo fa.

L’OMICIDIO NEL VECCHIO CIMITERO DI CAGLIARI.

Un tiepido vento di maestrale smorza la calura del giorno e smuove gli alberi che proiettano le loro ombre misteriose sulle marmoree dimore dei morti.

A breve, un tramonto estivo renderà ancor più lunghe quelle ombre nel Cimitero monumentale di Cagliari, a BONARIA, che prima si tingerà d’arancio e poi di rosso. Non solo il rosso del sole, bensì quello del sangue.

Vecchia Chiesa oramai scomparsa dentro il Cimitero di Bonaria

Oggi ricorre infatti l’anniversario di quel giorno triste. È il 163° anniversario della morte, avvenuta per una mano assassina, del signor Cosimo Lecca.

COSIMO era il custode del vecchio cimitero di Bonaria in un periodo in cui c’era chi, i sepolcri, li  conosceva per davvero uno per uno. 

Il Cimitero di Bonaria a Cagliari
Non sappiamo ufficialmente cosa sia esattamente accaduto quella notte. Conosciamo però un fatto di cronaca nera, dai contorni misteriosi, che non è stato mica cancellato dall’inesorabile oblio del tempo.
ERA IL 13 GIUGNO e ricorreva Sant’Antonio di Padova: protettore della famiglia e della fertilità. Si dice che il custode del cimitero sia stato testimone di qualcosa a cui sarebbe stato meglio non assistere. Ma cosa vide esattamente?

Forse non lo sapremo mai.

Panorama di Cagliari osservato salmcolle di Bonaria

Quel che conosciamo è un fatto malvagio, per alcuni finanche demoniaco, che solo in parte fu ricordato anche dal Canonico Giovanni Spano nella sua “Guida della città di Cagliari”.

Cosimo Lecca era gentile e pacato, e allora abbiamo il ragionevole sospetto che non fu ucciso né a scopo di rapina, né per aver fatto un torto a qualcuno. Non ne sarebbe stato capace. 
Può essere verosimile che assistette ad un rito satanico?

Una bellissima tomba monumentale a Bonaria

Già. Perché è quel che si racconta.

Si dice che il signor Lecca assistette ad una strana cerimonia compiuta da personaggi della Cagliari che contava, in quella stessa città ottocentesca composta al tempo da 30 MILA ABITANTI.
La scena del delitto fece pensare ad un omicidio consumatosi molto velocemente nella modesta stanza situata all’ingresso del cimitero in cui l’uomo risiedeva, appunto da custode.

La tomba della vedova Todde a Bonaria

Fu colpito alle spalle. Il suo cranio fracassato, il volto orrendamente sfigurato.

Si dice che a raccontare le modalità della sua morte sia stato il suo stesso spirito, vagante tra le tombe della terra consacrata, come sottratto al riposo eterno, in un limbo di rabbia.

L’anima in pena, per il tramite di un medium, raccontò di aver assistito ad un rito magico, officiato da un religioso ben noto in città e da dei frequentatori della vicina Chiesa di Bonaria.

Il guardiano osservava da un luogo nascosto le fiammelle delle lanterne poste intorno ad una tomba profanata. Ma la sorte volle che, scivolato a terra, attirò l’attenzione dei satanisti. E poi, fuggito via dal recinto del cimitero, vagò tutta la notte per la città.

La sera del 13 giugno 1854 fu data propizia per eseguire “il decreto di morte”.

Ed il prelato, presunto celebrante del rito propiziatorio al maligno, lo stesso mandante del delitto, fu trovato morto nella sua cella.

Assassinato, anch’egli, la stessa notte, ma dichiarato “morto per cause naturali”, nonostante indizi precisi e incontrovertibili, che avrebbero portato su tutt’altra strada.

La basilica di Bonaria

La cronaca, del mese di luglio, offre notizia di una quantomai inusuale cronaca nera prolungata: ben otto suicidi nell’arco di 24 ore, attribuiti alla calura estiva, portatrice di non meglio precisate crisi nervose.

A quanto pare, tutti i partecipanti del rito blasfemo si dettero appuntamento all’obitorio n Cimitero, per un ultimo ineri con la morte.
Saranno solo voci e pettegolezzi di una notte estiva del 1854?

Un cicaleccio insomma che a distanza di tanti anni ancora non si è sopito?

Colle di Bonaria.

Cosimo Lecca, seppur vide la sua morte vendicata, pare che ad ogni modo, il cimitero di Bonaria non lo abbia abbandonato. Della sua storia parlano libri di ieri e libri di oggi.

Noi speriamo che già San un pezzo abbia abbracciato la pace eterna, anche in tanti affermano di aver visto quello che perebbe il suo fantasma benevolo: l’ ospite forzato di un luogo di pace terrena, che Cosimo seppe cogliere ed amare già da vivo.

 
Andrea Governi

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