Alberto Angela

Bagno di folla per Alberto Angela e la sua Gioconda

Alberto Angela a Cagliari per formare le copie del nuovo libro ai suoi lettori.

Alberto Angela a Cagliari per formare le copie del nuovo libro ai suoi lettori.

Non ha certo tradito le aspettative Alberto Angela, apprezzato divulgatore televisivo italiano che a Cagliari ha appena presentato  “Gli occhi della Gioconda. Il genio di Leonardo raccontato da Monna Lisa”.

Questo il titolo del suo libro con il quale approfondisce il genio-simbolo dell’arte rinascimentale: Leonardo da Vinci.

La gioconda

La Gioconda o Mona Lisa del Da Vinci.

L’incontro, curato da Èntula – festival letterario diffuso e Ubik e dall’Associazione Liberos, ha finalizzato l’attenzione su “un capolavoro assoluto come la Gioconda che – ha detto Angela  – non è solo un quadro da ammirare, affascinati dagli occhi che sembrano vivi e dalla magia del sorriso

Ultima cena

L’Ultima cena. Opera di Leonardo Da Vinci.

“Quando sono venuto in Sardegna, anni fa – ha esordito mister Passaggio a Nord Ovest – c’era la neve e riprendemmo il nuraghe di  Barumini sotto una coltre bianca, fatto, questo, eccezionale”.

Nella sala conferenze gremita del Convento di  San Giuseppe a Pirri,  è stato offerto un viaggio nella mente e nelle emozioni di Leonardo Da Vinci, con una serie di slide che funzionavano come una porta che si è spalancata su “un luogo e su un’epoca indimenticabili: Firenze ma anche Milano, Roma, Mantova, Urbino  e il Rinascimento“.

Leonardo Da Vinci

Leonardo Da Vinci nel suo celebre autoritratto.

Per andare a conoscere sia la Gioconda che Leonardo e il Rinascimento, Alberto Angela ha scelto una chiave completamente nuova lasciando che la Gioconda possa “raccontarci Leonardo, appunto il genio che l’ha potuta pensare e realizzare“. 

ANGELA ha analizzato dalle ore 18,20 per  quasi due ore di conferenza, ogni dettaglio del quadro ricostruendo le circostanze in cui Leonardo lo dipinse, svelandoci così che il volto della Gioconda:

levigatissimo dallo sfumato, non ha ciglia né sopracciglia, un dettaglio importante. E poi – ha aggiunto – il  suo vestito, che ha molto da dirci sulla moda del tempo, ma anche sulle abitudini e sull’economia della Firenze di inizio Cinquecento“. 

O, ancora, “le sue mani non sarebbero state possibili senza approfonditi e sorprendenti studi di anatomia. Ed il segreto del paesaggio va ricercato nel nuovo tipo di prospettiva “aerea”, ideato da Leonardo“.

Marcello Polastri

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