Cinque anni fa moriva Giovanni Lilliu: scoprì la Reggia nuragica di Barumini

Il 19 febbraio di 5 anni fa morì a Cagliari il grande archeologo Giovanni Lilliu (Barumini, 13 marzo 1914). Pubblicista, paletnologo e politico italiano, aveva 97 anni e ad oggi è ritenuto il massimo conoscitore della civiltà nuragica.

Giovanni Lilliu

È stato un archeologo di fama internazionale conosciuto soprattutto per aver riportato alla luce la reggia nuragica de Su Nuraxi, il grande complesso nuragico situato nel suo paese natale.

Grazie ai suoi studi e alle pubblicazioni il NURAGHE DI BARUMINI è stato dichiarato nel 1997 “patrimonio dell’umanità” da parte dell’UNESCO.

L’archeologo sardo Giovanni Lilliu

SARDEGNA SOTTERRANEA ritiene giusto ricordare Giovanni Lilliu, ancora oggi, per quanto ha fatto attraverso il infaticabile  impegno nel riportare alla luce la civiltà nuragica.

Incominciando uno scavo archeologico, a Barumini, nel suo paese-natale, pattendo da una collina piena di pietre.

“Si nascondevano le volpi in quella montagna di terra e massi” disse il Lilliue si favoleggiavano storie di tesori nascosti“.

Ma il vero tesoro fu proprio lui a ritrovarlo: non oro o argento bensì una meraviglia ancor più grande: la reggia nuragica, un insieme di torri di pietra e ambienti, anche sotterranei, che dimostrano di come gli antichi Sardi, la preistorica civiltà nuragica, era abile e senza eguali nel costruire cose belle e importanti.

 

Ma cosa faceva Lilliu? 

Laureato in Lettere classiche, è stato allievo di Ugo Rellini alla “Scuola Nazionale di Archeologia” di Roma, dove ha ottenuto la specializzazione.

Dal 1943 al 1945 ha operato nella “Soprintendenza alle Antichità della Sardegna”.

Nel 1972 ha fondato e poi diretto per venti anni la “Scuola di specializzazione in Studi Sardi” dell’Università di Cagliari, ricoprendovi il ruolo di Professore ordinario di Paletnologia con l’insegnamento di Antichità sarde.

Si considerava, insieme con Ernesto de Martino e Alberto Mario Cirese, uno dei fondatori della Scuola antropologica di Cagliari, sia in quanto ordinario di Paletnologia, sia come fondatore e poi a lungo Presidente dell’Istituto Superiore Regionale Etnografico (ISRE) di Nuoro, sia soprattutto per i suoi vasti interessi transdisciplinari nello studio della preistoria. A lungo è stato Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia.

Ha diretto la rivista “Studi Sardi” e il “Nuovo Bollettino Archeologico Sardo”.

Ha svolto anche attività politica a livello locale, essendo stato consigliere regionale dal 1969 al 1974 e consigliere comunale a Cagliari dal 1975 al 1980 sempre nelle file della Democrazia Cristiana.

È stato membro di numerosi istituti scientifici italiani e stranieri e dal 1990 Accademico dell’Accademia dei Lincei. Nel 2007 ha ricevuto dalla Regione Autonoma della Sardegna l’onorificenza “Sardus Pater”, istituita proprio in quell’anno quale riconoscimento da assegnare a cittadini italiani e stranieri che si siano distinti per particolari meriti di valore culturale, sociale o morale e abbiano dato lustro alla Sardegna.

Muore a Cagliari il 19 febbraio 2012 all’età di 97 anni, accompagnato dall’affetto e dalla riconoscenza dei sardi.

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