Il sottopasso abbandonato

Con Striscia la Notizia nella Cagliari sotterranea, nell’incompiuta di Tuvumannu

Quel tunnel creato sottoterra, nel colle Tuvumannu, è una incompiuta colossale. Si badi, ad oggi. E, come tale, è stato oggetto della nostra attività di ricerca. Nostra significa: speleologica, di indagine ed anche giornalistica. Seguiteci…

 

 QUEL COLOSSALE E INCOMPIUTO TUNNEL AUTOSTRADALE NEL CUORE DI CAGLIARI, A TUVUMANNU

In canoa, sotto Cagliari, esplorando il colle Tuvumannu ed il suo incompiuto sottopasso

Cristian Cocco Dentro al tunnel per Striscia la notizia.

Cagliari. Martedì 4 Febbario 2014. La troupe Mediaset è pronta, di buon mattino, per dar vita alle operazioni di ripresa televisiva.

Marcello Polastri, giornalista e presidente di Sardegna Sotterranea e Cristian Cocco, inviato della trasmissione Striscia la notizia, imboccano la via Tuvumannu alla volta di un grande scavo. Per grande significa una trincea che divide in due il colle, larga una quindicina di metri e alta venti.

Si tratta del cantiere (fermo da anni) che ospita l’imboccatura di un sottopassaggio realizzato con il cemento, all’interno di una sorta di moderno canyon. Da li, adagiate due canoe nel laghetto in fondo alla galleria, con le quali ha inizio una esplorazione avvincente, seguita dalle telecamere. 

Marcello Polastri, in veste di consulente dell’emittente televisiva, commenta da esperto speleologo la storia del colle Tuvixeddu, della sua necropoli punica (abbandonata) e, quindi, del colle Tuvumannu, “il cui nome – dice – significa grande caverna poichè il rilievo calcareo è, di fatto, zeppo di cunicoli e gallerie“. Guardacaso, una di queste “gallerie“, usata “in tempo di guerra come rifugio dai militari, è stata sventrata” sembrerebbe, per la costruzione della moderna galleria di sottopasso.

Il miny Gabibbo portato dagli speleologi e maneggiato da Roberto Brughitta

Roberto Brughitta con il mini Gabibbo

Il sottopasso, appunto, avrebbe dovuto collegare l’area di via Cadello-Is Mirrionis con la via Is Maglias, passando appunto nel colle Tuvumannu e da li, favorire le auto e i mezzi di soccorso per raggiungere (attraverso il Canyon di Tuvixeddu) la zona di Sant’Avendrace, lato via San Paolo. ma, come detto, si tratta di una incompiuta: i lavori, costati una decina di milioni di euro (a fronte di 40 milioni previsiti inizialmente), sono fermi a metà, bloccati da sentenze di Legge.

La pistola trovata nel tunnel

L’obiettivo del servizio televisivo è il seguente: fare il punto della situazione. Sentendo gli abitanti, che a bordo cantiere praticamente affacciati sulle reti, assistono alle riprese televisive.

E affermano: “ci sentiamo abbandonati, in una assurda situazione, dopo aver sopportato scavi e crolli dei giardini che si affacciano su questo scavo, ora facciamo i conti con le rane assordanti la notte e le zanzare in pieno giorno che prolificano in questo scavo“. 

Marcello Polastri intervistato da Cocco

Per Maurizio Casu, abitante della via Castelli, “Questa incompiuta andrebbe portata a termine per fare uscire dall’isolamento il rione, privo di servizi, senza un market, le poste, le fermate interne dei bus e costruito nel 1970 in una sorta di catino, in una cava“.

Cristian Cocco intervista i residenti e poi conduce, passo dopo passo, quanti seguono la telecamera in una esplorazione avvincente e di certo, non priva di rischi, sulla canoa con marcello polastri, nel buio della galleria sotterranea.

Il sottopasso abbandonato

Tunnel nei pressi del colle Tuvumannu: recente opera di scavo abbandonata

C’è un tanfo insopportabile. E, durante l’esplorazione, spunta anche una pistola. Sulle prime, i conduttori pensano ad uno scherzo e poi capiscono: “è una pistola vera“.

Immediata la chiamata al 112 poi dirottata alla Polizia. Sul posto arrivano quattro pattuglie. Gli agenti, osservano il “peperto”, lo armeggiano con esperienza e asseriscono “è una pistola semiautomatica, vera e crediamo, funzionante…“.

Salutati gli agenti, gli speleologi e i giornalisti riprendono il loro lavoro. Percorrono la galleria e osservano alcune lesioni nei soprastanti palazzi. Notano tante cose che non vanno. Troppi aspetti che, in questa sede, sarebbe impossibile o “noioso” elencare.

Gli abitanti osservano le registrazioni dal bordo del tunnel

Di certo, al posto di questo scavo colossale che segna una altrettante colossale incompiuta, doveva sorgere una strada a scorrimento veloce, con 4 corsie per le auto e ancor più su, un viadotto per i pedoni.

Una sorta di opera edile e di scavo, di ingegneraia e di urbanistica che avrebbe potuto fare uscire dall’siolamento un quartiere e che, invece, lo ha penalizzato e continuerà a penalizzarlo.

E’ la storia di un buco in piena città, nel cuore di Cagliari. Profondo quanto una ferita che andrebbe ricucita.

Ed il servizio televisivo, condito da una esplorazione avventurosa, si è concluso con un appello alle coscienze, per agire e risvegliare dal torpore magari sanando quel pantano, nauseabondo, creato a Tuvumannu.

Cristian Cocco e Marcello Polastri in canoa

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