Il nuraghe Serbissi tra Gairo e Osini

Dedalo regalò il nuraghe ai Sardi

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Un nuraghe e i suoi misteri

Dopo la visita che il geografo greco Pausania dedicò alla Sardegna, si diffuse velocemente la leggenda di Dedalo, figura mitologica che incarnava le doti artistiche e geniali delle costruzioni greche.

Dedalo

Dedalo

Secondo Pausania, a insegnare ai Sardi a costruire i nuraghi, fu proprio Dedalo, artefice tra l’altro del labirinto.

Questo eroe del passato, per cercare scampo dall’ira di Minosse, abbandonò Creta e andò alla ricerca di un’isola bellissima della quale i lupi di mare cretesi parlavano spesso, nei loro racconti al rientro dai lunghi viaggi.

Si trattava della Sardegna e finalmente un giorno Dedalo la raggiunse.

Il Mastio svettante del Nuraghe Losa.

Il Mastio svettante del Nuraghe Losa.

Quando arrivò nell’isola trovò ad accoglierlo un gruppo di pastori ospitali.

Erano uomini umili, dediti anche al raccolto, alla lavorazione di una pietra scura e che, prima di partire per la transumanza alla ricerca di terre più miti e favorevoli per il pascolo, salutarono Dedalo dando vita ad una gran bella festa.

Vi accorsero le genti da ogni parte di quella terra circondata dal mare.

Marcello Polastri in un nuraghe

L’ingresso di un nuraghe

Quel genio non rimase indietro e diede sfogo alla sua passione consistente nel creare cose belle e, soprattutto, edifici.

Sarebbe stato un bel regalo per quegli uomini ospitali che dimoravano nei ripari naturali, specialmente nelle caverne, poter vivere o comunque utilizzare una dimora all’aperto. Non più sotterranea.

Il nuraghe "rosso" a Orroli.

Il nuraghe “rosso” a Orroli.

Mosso da questo pensiero, Dedalo sollevò diverse pietre come a formare mucchio sassoso e cavo al suo interno.

Dunque sovrappose i sassi formando un circolo megalitico, dapprima su una sola fila e poi ci mise sopra altre pietre, inclinandole all’occorrenza, grazie a quella sua dote divina, a quell’incredibile estro creativo.

Il nuraghe Serbissi tra Gairo e Osini

Nuraghe Serbissi in Ogliastra

Aveva fatto un bel lavoro nel bilanciare quei pesi in modo formidabile, creando sull’esempio della prima costruzione, una serie veramente incredibile di torri troncoconiche alte diversi metri e che – per la mentalità di allora – sfioravano il cielo.

In breve era nato in Sardegna un edificio mai visto sino ad allora: il nuraghe.

Fu un dono indelebile per i Sardi che lo usarono per viverci nelle fredde stagioni, per pregare, per adorare il cielo e le stelle, con grande nostalgia rivolta all’ideatore di quel luogo straordinario.

Marcello Polastri

Pubblicato il 21 novembre 2014.

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