Tra esseri che precipitano e mostri quattr’occhi: chi ispirò i Sardi preistorici?

Eroi quattrocchi e quattro braccia. Li incontriamo nei bronzetti nuragici che fecero ipotizzare un avvistamento “alieno” nella preistoria sarda.

Eroe quattr’occhi. Uno dei bronzetti più enigmatici della Civiltà nuragica.

Forse non siamo a tanto, ma questa ipotesi fa sorridere, esiste anche un altro mistero, quello dell’uomo capovolto, che “precipita dal cielo”, ipotizzano gli esperti.

Un simile raffigurazione preistorica, in Sardegna, la incontriamo incisa sulla parete rocciosa di in una tomba molto antica, situata nel paese di Cheremule.

Parliamo di una strana figura umana scolpita nella grande tomba detta di Moseddu, una necropoli di domus de Janas  denominata anche di Branca.

Capovolti a Cheremule

I capovolti nelle Domus de Janas di Cheremule.

Con ordine.  Nel nord-Sardegna, ai margini del paese di Cheremule, un Comune in provincia di Sassari, troviamo una cavità sotterranea modellata nella roccia nella lontana preistoria.

E’ una domus de janas, una tomba che, seppur priva della volta rocciosa, conserva poco oltre l’ingresso, non una… ma tantissime incisioni con figure antropomorfe. Sono i capovolti.

Figure con una caratteristica, hanno la testa rivolta verso il basso ad indicare – secondo gli archeologi – il viaggio del defunto verso l’aldilà.

Simili rappresentazioni si osservano anche in altre tombe preistoriche della Sardegna, e specialmente sulle statue-menhir di Laconi. Una singolare coincidenza?

E’ opinione comune ritenere che il simbolo del “capovolto” raffigurasse “il momento del trapasso, quando l’anima del defunto, lasciato il mondo dei vivi, si ricongiunge alla madre terra“.

Capovolti a Cheremule

Una effigie dal profondo significato sacrale, dunque.

Secondo il famoso archeologo Giovanni Lilliu che indagò i capovolti di Cheremule, la rappresentazione dell’individuo rivolto verso il basso, raffigura “un uomo defunto che precipita negli inferi“.

Oppure un essere superiore che dall’alto precipita sulla terra per prendere le anime dei morti, per portarle giù, sottoterra, nel regno degli inferi

Ma tutto ciò come poteva albergare nella mente dei nostri antenati ed anzi, in più menti? 

Da cosa, gli uomini preistorici, avranno tratto spunto per rappresentare gli “esseri che precipitano?”. Pensiamoci un attimo…

Cheremule capovolti

Le tombe dei capovolti a Cheremule.

 

Menhir con simboli capovolti

Come poterono, più autori, più persone in un remoto periodo della preistoria, realizzare in tombe e menhir posti a centinaia di chilometri di distanza gli uni dagli altri, così tanti uomini capovolti?

Sarà stato per un qualche fenomeno misterioso… una “visione” di massa? Cosa esattamente?

Osserviamo le varie immagini dei “CAPOVOLTI”… ragioniamoci su.

Prima che, anche far domande e usar la testa, pensando profondamente, venga bollato come fanta-archeologia… attendiamo il parere dei nostri lettori.

Per conoscere, per capire, e per far nostra la storia… ragionandoci sopra. 

Pubblicato il 17 Giugno 2017. Autore: Marcello Polastri. 

 

Commenti