Funtana Raminosa, la Miniera di Gadoni aprirà al pubblico nel 2020

La Miniera di Gadoni aprirà al pubblico nel 2020 con nuovi ex cantieri estrattivi e gallerie che finalmente saranno rese accessibili. La notizia è stata già lanciata in passato ma, proprio in questi giorni, ritorna di stretta attualità attraverso una news diramata dall’Ansa. 

La miniera è una grande pagina di storia a pochi chilometri dal centro abitato di Gadoni e rappresenta una delle aree estrattive del rame tra le più importanti d’Europa. È meglio conosciuta come Funtana Raminosa, dunque come “Fontana di rame” o, tradotto dal sardo arcaico, “pozzo di rame”. Questa miniera domina il paese di montagna di Gadoni, situato nel Nuorese, immerso nella verde è splendida Barbagia di Belvì.

La miniera di Gadoni.

A preannunciarne la prossima apertura prevista per   la primavera del 2020 è stato il Comune di Gadoni in collaborazione con il Parco Geominerario. La miniera aprirà infatti al pubblico dal mese di Aprile, tutti i fine settimana e, da maggio, sarà fruibile tutti i giorni.

L’obiettivo è quello di valorizzare questo gioiello dell’archeologia industriale, facendolo diventare un effettivo attrattore turistico. Del resto, la peculiarità di questa miniera è che di essa si hanno testimonianze già in età prenuragica e nuragica.

C’è chi, tra gli amministratori locali, pensa che questa risorsa sia utilissima per  poter combattere lo spopolamento, sempre più inarrestabile da queste parti. Spopolamento che sarebbe peraltro partito poco dopo la chiusura della stessa miniera, negli anni ‘70 del Novecento. Non a caso, dopo la chiusura delle gallerie e dei Pozzi, la popolazione si è dimezzata. E per Gadoni il futuro appare ancora oggi incerto: come potrebbe, infatti questo nel paese, collocarsi nel resto del Mondo? 

Gadoni miniera

La Miniera di Gadoni.

“Il sito con le sue 150 gallerie, sorprende il visitatore per i colori sulle pareti, dal blu elettrico al bianco candido”, racconta il sindaco di Gadoni Francesco Peddio.

All’interno del sito sarà reso fruibile anche un museo con macchinari perfettamente funzionanti, una sala compressori e una laveria conservata così come fu lasciata dai minatori in quell’ultimo giorno di lavoro, come se il tempo si fosse fermato”, prosegue il primo cittadino.

La visita a Funtana Raminosa
avverrà grazie all’esperienza delle Guide Ambientali ed Escursionistiche coordinate da Alessandro Abis, e permetterà di osservare tutti gli ambienti: dai piccoli convogli ferroviari alle pale meccaniche, ma anche perforatori, impianti di trattamento del minerale, ed una miriade di oggetti ed utensili. 

Miniera Gadoni

La miniera di Gadoni

Tutto attorno il contesto naturalistico “da fiaba” tra boschi, gole, cascate, la roccia naturale a forma di campanile alta 90 metri, le piscine naturali del Flumendosa, in mezzo a ciliegi e noci che rendono fiabesco l’ambiente e il paese. Non solo. Sarà anche possibile osservare la ricchezza delle specie mineralogiche.

“Il tutto arricchito dalle testimonianze degli ex minatori, che per primi hanno risistemato quel sito rendendolo fruibile al turismo – spiega Alessandro Abis – Occasione per la diffusione di antichi saperi e tecnologie avanzatissime legate all’estrazione del rame già in epoche lontanissime”. Un esempio? Da parte dei nuragici. 

 

 

Approfondimento…

GEOGRAFIA 

Il giacimento di Funtana Raminosa è situato nella Sardegna centrale, e dista circa 8 km dalla zona sud dell’abitato di Gadoni.

STORIA

L’importanza della miniera di Funtana Raminosa è legata alla presenza di banchi di rocce scistose impregnate prevalentemente di mineralizzazioni di rame, tra le più ricche scoperte e coltivate in Sardegna e in Europa.

Conosciuta fin dall’epoca nuragica, il rinvenimento di vari reperti archeologici, in particolare alcuni dischi di porfido generalmente utilizzati in antichità per la frantumazione della materia grezza, attestano che anche gli antichi Romani sfruttarono il giacimento.

La vera attività di esplorazione e ricerca e, quindi, di produzione industriale della miniera ebbe iniziò tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900. Infatti sono state diverse le  società che dal 1900 sino alla sua chiusura, ne presero la concessione.

La miniera chiuse i battenti in modo definitivo nel 1983. Nel 1987 la direzione di Funtana Raminosa fu trasferita alla SIM, alla quale è legato il futuro della miniera. L’IGEA ne segue i lavori di bonifica tuttora in atto.

CARATTERISTICHE

L’assetto geologico-strutturale nel settore di Funtana Raminosa è caratterizzato principalmente dal basamento paleozoico, caratterizzato prevalentemente dall’affioramento di rocce metamorfico – scistose, intensamente ripiegato e fagliato durante l’orogenesi ercinica, e da scarsi lembi di copertura carbonatica del Mesozoico.
Economicamente, i minerali estratti più significativi sono risultati i solfuri di rame, zinco, piombo, cui si associano in quantità variabili argento e cadmio, si riscontrano anche tracce di ossidati, in particolare di rame, piombo, zinco e ferro.

VALORIZZAZIONE

Nonostante la cessazione dell’attività industriale, l’insediamento minerario si presenta in ottime condizioni di conservazione, grazie alla continua presenza degli ex-minatori, impegnati dapprima nei lavori di risanamento ambientale dell’area e successivamente nelle iniziative industriali alternative a quelle minerarie.

Lungo la strada asfaltata che conduce all’ingresso degli impianti è ancora visibile il villaggio minerario, con gli alloggi per i minatori ed i vari servizi, dagli uffici alla mensa, dall’infermeria allo spaccio, fino alla palazzina della direzione, l’edificio più rappresentativo dell’insediamento industriale.

Anche gli impianti più vecchi della miniera si conservano in buone condizioni, in particolare la laveria costruita nel 1950; purtroppo, le condizioni di conservazione della prima laveria per la flottazione dei minerali sono andate a peggiorare col tempo.

Questo complesso minerario è ubicato in una profonda valle attraversata dal Rio Saraxinus e risulta immerso in una folta vegetazione di macchia mediterranea.
Il paesaggio circostante è arricchito dai rilievi carsici caratterizzati dalla presenza di grotte, ampie doline, campi carreggiati, pareti strapiombanti e gole incassate lungo il corso del Fiume Flumendosa e dalla straordinaria guglia calcarea denominata “Su Campanili.

Funtana Raminosa è una Miniera già inclusa nel Parco geominerario storico-ambientale della Sardegna, riconosciuto da tempo dall’UNESCO.

Non vi è dubbio che la valorizzazione della Miniera di Funtana Raminosa, esempio più eclatante di archeologia industriale mineraria in un settore interno della Sardegna non particolarmente ricco, rispetto ad altre zone (es. Sulcis-Iglesiente), di insediamenti produttivi di questo tipo, può costituire una nuova opportunità di richiamo e arricchimento turistico-culturale di entità non trascurabile in un settore che, proprio in seguito alla chiusura di una importante realtà industriale che questa miniera rappresentava, risente tutt’oggi di una profonda crisi.

Gli impianti della miniera, ora inattivi, e l’attiguo villaggio, pressoché abbandonato, giacciono in corrispondenza del versante sinistro del Rio Saraxinus, dalla quota altimetrica 425 m s.l.m. a circa 500 m s.l.m., a circa due chilometri dalla confluenza con il fiume Flumendosa, a breve distanza dal tacco calcareo di Laconi. 

Sulla stessa sponda, ad una distanza di circa 10 metri a valle dei suddetti impianti, sono ubicati i cantieri minerari (rappresentati essenzialmente da gallerie e scavi a cielo aperto).

Nella sponda opposta del Rio, di fronte agli impianti, fino a quota di circa 620 m s.l.m., si aprono le gallerie e gli scavi a cielo aperto che servirono per la coltivazione delle masse mineralizzate.

L’accesso alla miniera si presenta abbastanza buono dalla strada che collega Gadoni a Seulo: all’altezza del km11 si svolta sulla strada, segnalata da un cartello, che conduce direttamente all’ingresso.

L’economia della zona, fino a pochi decenni orsono, era legata all’attività mineraria svolta in questo sito. Gran parte del territorio circostante è adibito alle coltivazioni tradizionali di tipo orticolo, ai vigneti ed olivastri, oltre che alla pastorizia.

La scheda con alcune info è tratta dal sito web de La Settimana del Pianeta Terra (curata da Giampaola Arru – GeoTurismo Sardegna). 

Per approfondire: articolo di Marcello Polastri sulla Miniera di Gadoni nel sito di IGEA SPA. 

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