Ultime novità
Sapevate che...
Nella “Guida di Cagliari” del 1861, il Canonico Giovanni Spano racconta che nella “Grotta di Santa Restituta”, ubicata nel quartiere Stampace, “le donne avevano in molta divozione la polvere, e vi portavano i loro piccoli figli per farli coricare, e rivoltolare per terra onde liberarli dal Vaiolo senza che avessero bisogno di ricorrere alla scoperta di Jenner!”.
| Il Gruppo Cavità Cagliaritane |
|
|
|
|
Il Gruppo, dal 1996 ha organizzato - anche in collaborazione con la Circoscrizione del Comune di Cagliari n.2 (di Sant'Avendrace) - numerose escursioni nella chilometrica Miniera Sant'Arennera che, la stessa organizzazione ha battezzato in questo modo. Per il coinvolgimento dell'ampio pubblico nelle tematiche di divulgazione e sensibilizzazione del patrimonio speleologico-urbano, l'organizzazione ha riscosso grandi successi.
Altre iniziative del G.C.C., come ad esempio le campagne esplorative, sono state seguite dalle TV locali, in particolare dal giornalista Antonello Lai che insieme a Marcello Polastri (socio fondatore del gruppo e autore del libro "Cagliari: viaggio nella città sotterranea" in cui sono state documentate oltre 700 cavità censite), hanno portato le telecamere di TCS (allora chiamata ITALIA 7), in tanti pozzi, cunicoli, gallerie e cisterne per mostrare immagini di rara bellezza. Vocazione, quella televisiva, che è stata seguita in prima linea, dal 2004,dallo stesso Presidente del GCC che ha realizzato altre trasmissioni telvisive su Cagliari sotterranea e le grotte della Sardegna.
Diverse volte, la stampa nazionale e più frequentemente tv e giornali regionali, hanno seguito il GCC nel recupero di reperti archeologici e nell'esplorazione di siti sotterranei, divulgando gli interventi esplorativi anche nell'ambito di crolli e voragini legati alla presenza di caverne dimenticate da secoli.
Nel mese di novembre 1997 il Gruppo Speleo-archeologico Cavità Cagliaritane, in collaborazione con l'Associazione di volontariato turistico "Amici di Sardegna", ha reso pubblico un triste fatto che vide "tracce di riti satanici e svolgimento di messe nere" all'interno delle grotte situate nei diversi quartieri della città: alcuni ipogei soffrivano le deturpazioni arrecate da persone senza scrupoli che usavano il sottosuolo per finalità... poco nobili. Tuttavia, grazie ad una collaborazione dei nostri esperti con le forze dell'ordine, in particolar modo con la Polizia, certe frequentazioni - nella maggior parte dei casi a noi noti - sono cessati. La fotografia a sinistra, mostra ad esempio l'accesso di un rifugio antiaereo deturbato dalle bombolette selvagge e ostinatamente profanato dai moderni vandali.
Per Noi, l'andar per grotte, deve limitarsi ad osservare lasciando i luoghi inalterati. Ma divulgandone la storia, le leggende, la genesi attraverso ricerche sul campo e quelle archivistiche. In tal senso il G.C.C. mira a sensibilizzare i cittadini per la conoscenza ed il rispetto del patrimonio speleo-archeologico di Cagliari e a tal proposito, crede fortemente nell'impegno collettivo di quanti amano quel misterioso mondo fatto di grotte e caverne dove sono racchiuse le tracce del nostro passato. Un passato che aspetta una adeguata opera di valorizzazione per non cadere in quel profondo baratro chiamato "dimenticatoio"!
Il Gruppo Speleo-archeologico Cavità Cagliaritane si occupa di:
|




Costituito nel 1993, il Gruppo Speleo-Archeologico Cavità Cagliaritane si occupa di Speleologia Urbana, divulgando di questa disciplina al di fuori della Città di Cagliari. Per hobby e per passione, i giovani componenti del G.C.C. studiano le innumerevoli cavità sotterranee naturali e artificiali, quindi scavate per tante necessità (approvvigionamento idrico, estrazione della roccia, seppellimento dei defunti ecc.) fin da 2800 anni or sono, nella roccia calcarea che sorregge il trafficato centro abitato di Cagliari.
Il G.C.C., fin dalla sua costituzione, non ha avuto - some si suol dire - peli sulla lingua: ha denunciato lo stato di abbandono di parecchi sotterranei di eccezionale valore storico- archeologico e culturale battendosi, soprattutto, per il recupero delle grandi aree speleo-archeologiche della Sardegna. Ad esempio il quartiere Sant'Arennera e l'adiacente necropoli fenicio-punica e romana situata nel colle Tuvixeddu.