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Sapevate che...

Il nome della via “Del Fossario”, situata nel cuore del quartiere Castello, deriva dalle parole “Fossa” e “Ossario”, suggerite dalla presenza, nelle immediate vicinanze, di due imponenti caverne utilizzate in periodi di epidemie e pestilenza come fosse comuni e, probabilmente, con la funzione di tetre carceri al servizio dell\'Inquisizione spagnola.


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Il Gruppo Cavità Cagliaritane PDF Stampa E-mail

Costituito nel 1993, il Gruppo Speleo-Archeologico Cavità Cagliaritane si occupa di Speleologia Urbana, divulgando di questa  disciplina al di fuori della Città di Cagliari. Per hobby e per passione, i giovani componenti del G.C.C. studiano le innumerevoli cavità sotterranee naturali e artificiali, quindi scavate per tante necessità (approvvigionamento idrico, estrazione della roccia, seppellimento dei defunti ecc.) fin da 2800 anni or sono, nella roccia calcarea che sorregge il trafficato centro abitato di Cagliari.

 

 

Il Gruppo, dal 1996 ha organizzato - anche in collaborazione con la Circoscrizione del Comune di Cagliari n.2 (di Sant'Avendrace) - numerose escursioni nella chilometrica Miniera Sant'Arennera che, la stessa organizzazione ha battezzato in questo modo. Per il coinvolgimento dell'ampio pubblico nelle tematiche di divulgazione e sensibilizzazione del patrimonio speleologico-urbano, l'organizzazione ha riscosso grandi successi.

 Il G.C.C., fin dalla sua costituzione, non ha avuto - some si suol dire - peli sulla lingua: ha denunciato lo stato di abbandono di parecchi sotterranei di eccezionale valore storico- archeologico e culturale battendosi, soprattutto, per il recupero delle grandi aree speleo-archeologiche della Sardegna. Ad esempio il quartiere Sant'Arennera e l'adiacente necropoli fenicio-punica e romana situata nel colle Tuvixeddu.

 

Altre iniziative del G.C.C., come ad esempio le campagne esplorative, sono state seguite dalle TV locali, in particolare dal giornalista Antonello Lai che insieme a Marcello Polastri (socio fondatore del gruppo e autore del libro "Cagliari: viaggio nella città sotterranea" in cui sono state documentate oltre 700 cavità censite), hanno portato le telecamere di TCS (allora chiamata ITALIA 7), in tanti pozzi, cunicoli, gallerie e cisterne per mostrare immagini di rara bellezza. Vocazione, quella televisiva, che è stata seguita in prima linea, dal 2004,dallo stesso Presidente del GCC che ha realizzato altre trasmissioni telvisive su Cagliari sotterranea e le grotte della Sardegna.

 

Diverse volte, la stampa nazionale e più frequentemente tv e giornali regionali, hanno seguito il GCC nel recupero di reperti archeologici e nell'esplorazione di siti sotterranei, divulgando gli interventi esplorativi anche nell'ambito di crolli e voragini legati alla presenza di caverne dimenticate da secoli.

 

Nel mese di novembre 1997 il Gruppo Speleo-archeologico Cavità Cagliaritane, in collaborazione con l'Associazione di volontariato turistico "Amici di Sardegna", ha reso pubblico un triste fatto che vide "tracce di riti satanici e svolgimento di messe nere" all'interno delle grotte situate nei diversi quartieri della città: alcuni ipogei soffrivano le deturpazioni arrecate da persone senza scrupoli che usavano il sottosuolo per finalità... poco nobili. Tuttavia, grazie ad una collaborazione dei nostri esperti con le forze dell'ordine, in particolar modo con la Polizia, certe frequentazioni - nella maggior parte dei casi a noi noti - sono cessati. La fotografia a sinistra, mostra ad esempio l'accesso di un rifugio antiaereo deturbato dalle bombolette selvagge e ostinatamente profanato dai moderni vandali.

 

Per Noi, l'andar per grotte, deve limitarsi ad osservare lasciando i luoghi inalterati. Ma divulgandone la storia, le leggende, la genesi attraverso ricerche sul campo e quelle archivistiche. In tal senso il G.C.C. mira a sensibilizzare i cittadini per la conoscenza ed il rispetto del patrimonio speleo-archeologico di Cagliari e a tal proposito, crede fortemente nell'impegno collettivo di quanti amano quel misterioso mondo fatto di grotte e caverne dove sono racchiuse le tracce del nostro passato. Un passato che aspetta una adeguata opera di valorizzazione per non cadere in quel profondo baratro chiamato "dimenticatoio"!

 

 

Il Gruppo Speleo-archeologico Cavità Cagliaritane si occupa di:

  • Ricercare, esplorare, studiare grotte e altre cavità sotterranee, sia naturali che artificiali, celate in: aree pubbliche e private, sotto abitazioni, edifici vari, colline o montagne, in aree urbane ed extraurbane, sottoterra e - non di rado - sott'acqua;  
  • organizzare iniziative rivolte all'ampio pubblico, in particolare agli di studenti di ogni ordine e grado, con corsi ad hoc studiati in accordo e su richiesta delle direzioni distrettuali scolastiche (pubbliche e private) e del corpo docente, per mettere a disposizione le nostre esperienze ultradecennali, sensibilizzando: il rispetto e la tutela, stimolando l'interesse sulle tematiche speleologico-urbane;
  • approfondire e coltivare la storia delle città italiane, scoprendo gli aspetti poco noti del sottosuolo, da confrontare e rapportare alla storia del suolo e del sovrasuolo. I dati raccolti nel cosro di sopralluogi ed esplorazioni sono raccolti in apposite banche dati e archivi, spesso resi pubblici attraverso libri e trasmissioni televisive;
  • curare, in particolare, lo studio e la divulgazione della storia della Sardegna sotterranea, delle tecniche esplorative, delle nozioni di pronto soccorso e di protezione civile;
  • indagare, utilizzare e diffondere le tecniche di progressione in grotta, di analisi delle aree carsiche, studio delle realtà sotterranee nostrane e del Belpaese;
  • collaborare nei principi costituzionali, di amicizia e fratellanza, con quanti - mossi dagli stessi principi - ci aiuteranno a raccogliere interviste, esperienze, contributi culturali per onorare la nostra storia e la cultura;
  • realizzare pubblicazioni, cartografie, rilievi e altro materiale sui punti sopraelencati, che mettiamo a disposizioni delle istituzioni e degli eventuali richiedenti;
  • coinvolgere l'opinione pubblica e le istituzioni, con la massima professionalità, ogni qual volta un sito sotterraneo speleo-archeologico, rischia di scomparire.