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Sapevate che...
Nella “Guida di Cagliari” del 1861, il Canonico Giovanni Spano racconta che nella “Grotta di Santa Restituta”, ubicata nel quartiere Stampace, “le donne avevano in molta divozione la polvere, e vi portavano i loro piccoli figli per farli coricare, e rivoltolare per terra onde liberarli dal Vaiolo senza che avessero bisogno di ricorrere alla scoperta di Jenner!”.
| Cagliari sotterranea |
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Cagliari... sopra, alla luce del sole, appare come d'incanto - per chi arriva dal mare - un gioiello luminoso, con le case arroccate sul turrito quartiere medievale di Castello. Poco sotto, si notano i quartieri - anch'essi medievali - di Marina, stampace ed un tratto di Villanova. poi, i portici di via Roma, con le facciate dei palazzotti colorati e vivaci.Le strade di Cagliari, specialmente le viuzze del quartiere Marina, sono invase da un mix di profumi che tentano di alleviare l'aggressione dello smog.
A pensare che questi tesori riposano sotto i nostri piedi; sono celati dall'asfalto e dai marciapiedi che utilizziamo tutti i giorni. Sono migliaia gli ambienti che riposano sotto Cagliari. molteplici le civiltà che li hanno utilizzati e riutilizzati un'infinità di volte! Vi siete mai chiesti: chi ha creato questi siti con ardue fatiche, scavandoli nella dura pietra in tempi remotissimi?
A sinistra: la Necropoli fenicio-punica di Tuvixeddu; città dei morti utilizzatata tra il VI ed il II secolo d.C, con migliaia di tombe a pozzo scavate nella dura roccia, è uno dei più grandi complessi funerari del Mediterraneo, dove il Gruppo GCC ha concentrato le prime attenzioni sulla speleo-archeologia in Sardegna, affaciandosi sul regno sepolto nell'underground urbano. A destra invece una istantanea che ritrae piazza Carmine, dove sorgeva il foro romano e oggi, a distanza di oltre duemila anni, è centro nevralgico della vita di Cagliari. Sotto la piazza riposano cunicoli e strutture murarie perchè, nelle immediate vicinanze, sotto le Poste di via Malta, era presente un tempio-teatro dedicato a Venere e Adone, adiacente un lungo tratto di acquedotto romano. Sono i corsi ed i ricorsi della storia, che cancellano e riscoprono, occultano e ritrovano, nei secoli dei secoli. |




E' una città lambita dal mare, con le spiagge e le sue colline di candida roccia, che sovrasta quel che pochi conoscono, e hanno avuto la fortuna di visitare: un mondo buio eppure intrigante, quello della città sotterranea che il nostro gruppo, tra studi ed esplorazioni, cerca di riportare alla luce: una città scavata nella roccia, fatta di cunicoli e gallerie infinite, laghi sotterranei, ipogei e cisterne. Posti unici, inimmaginabili per la storia ed un intrinseco fascino.
Tanti altri monumenti (cisterne, acquedotti romani, le necropoli di Tuvixeddu, i pozzi e le fontane monumentali create da Pisani, Aragonesi, Spagnoli e Piemontesi) riposano sotto alcune colline urbene, sotto strade e palazzi che costantemente monitoriamo, per aggiornare i nostri archivi. Nelle aree militari, ad esempio, abbiamo potuto osservare e documentare "stanziamenti preistorici" che da millenni attendono un'opera di valorizzazione. E nel frattempo, mentre alcune istituzioni si organizzano, il nostro gruppo ama documentare queste antiche preesistenze e comunque farle conoscere: per non dimenticare il nostro passato, per preservare la nostra memoria storica.
A sinistra: la Necropoli fenicio-punica di Tuvixeddu; città dei morti utilizzatata tra il VI ed il 