Batteria antinave Prunas

La batteria Prunas, l’inaffondabile sentinella di Cagliari

La Batteria Roberto Prunas, sul colle  Sant’Elia cade a pezzi. L’avamposto militare che pochi hanno visitato, senza quel pizzico di fortuna che invece abbiamo avuto noi, è sconosciuto ai più.

Riproponiamo un articolo di Marcello Polastri, pubblicato anni fa.

Batteria antinave Prunas

La batteria Prunas dietro lo stabilimento balneare La Paillote.

IN ORIGINE aveva il compito di avvistare e di far fuoco, con i suoi cannoni, sulle navi da guerra in avvicinamento a Cagliari. Infatti era dapprima una batteria antinave, dotata di riservente per munizioni, montacarichi, alloggi e ricoveri per le truppe.

LA LEGGENDA narra che sottoterra, tra la base della collina e il mare, sarebbe presente un porto segreto per sommergibili. E però, successive esplorazioni del Team GCC, hanno svelato che in effetti non è affatto così.

E’ invece probabile che la Batteria Prunas, averbbe anche potuto colpire all’occorrenza i temutissimi sommergibili ma in effetti, i circa cento militari di stanza nella base, non poterono agire in tal senso.

In passato, le associazioni Gruppo Cavità Cagliaritane e  Sardegna Sotterranea hanno avuto modo di accedervi, cogliendo e divulgando ai più l’importanza di questo insediamento.

Batteria antinave Prunas

La batteria antinave Prunas di Cagliari: le guardiole militari

Ci piace considerarlo come una piccola perla dell’archeologia militare della città.

Un sito bellico, certo, inserito su un istmo roccioso detto “murr’é porcu” o muso di maiale e che si eleva davanti al Golfo degli Angeli, tra la baia di Calamosca e Cala Fighera.

Chi di voi conosce la zona? 

Cala Fighera vista dalla Batteria Antinave Prunas.

LA BATTERIA militare era stata considerata ai tempi della prima e della seconda guerra mondiale, come una “macchina da guerra” perché dotata di apposite piazzole di tiro approntate sul mare. Mentre, scavate nella roccia, ai lati di  apposite trincee, sono numerose riservette che custodirono gli armamenti bellici.

Sul cocuzzolo della montagna si apre la bocca di un profondo pozzo che accolse un montacarichi. E poi ci sono loro, i suggestivi passaggi sotterranei.

Batteria antinave sardegna

Le riservette della batteria Prunas di Cagliari.

Quando la batteria è stata dismessa al termine della seconda guerra mondiale, a funzionare in zona è stato solamente un vecchio stabulario. Ma, anche stavolta, causa  l’abbandono, è stato trasformato da una famiglia cagliaritana in un locale commerciale.

Lo stabilimento La Paillote davanti alla Batteria Prunas.

Nacque così, tra il Golfo di Cala Fighera e quello di Calamosca, il locale notturno La Paillote, sopra una vasca dell’ex stabulario colmata, tempo fa, dai gusci di cozze e altri nitili.

All'avventura… la batteria antinave di Cagliari… la Batteria PRUNAS…

Pubblicato da Marcello Polastri su Mercoledì 22 marzo 2017

Un luogo che, tra qualche polemica e forse invidia, ha comunque “avvicinato” le persone al punto d’accesso alla base militare, alla storica Batteria Prunas che, oramai abbandonata e decadente, merita una seria opera di valorizzazione. Prima che cada a pezzi, come una perla di storia che potrebbe affondare nel Golfo degli Angeli.

Marcello Polastri

Pubblicato il 3 Apr 2017.

Batteria Prunas

La batteria Prunas nel 1943. Collezione Polastri.

LA STORIA della batteria antinave Prunas.

  • La batteria antinave Prunas nasce a partire dalla metà degli Anni ’30 e a realizzarla è stata la Regia Marina.
    Nel gennaio 1939 fu assegnata alla IV Legione Milmart, meglio nota come Milizia di Artiglieria Marittima.
  • Questo il suo armamento principale: 4 cannoni da 152/50 modello A – 1918 scudati e in postazione fissa; un pezzo da 120/40 A – 1891 per il tiro illuminante.
  • Apparecchiature di tiro: Telemetro Goerz da 4 metri di base, Gimetro Orlandi & Buralli, Stazione navale ridotta.
  • Munizionamento: 2000 colpi complessivi ripartiti tra 24 riservette singole (8 per le cariche e 16 per i proietti), incassate nel costone roccioso rivolto verso terra ed un deposito principale sotto roccia.
  • Mitragliere: 2 Oerlikon da 20 mm.; 2 Breda 37 da 8mm; 2 Colt 1915 da 6,5mm con una dotazione di 2500-3000 colpo per arma.
  • Organico: 5 Ufficiali, 16 sottufficiali, 82 militi.
  • Stazione fotoelettrica: Fornita di apparato da 150/240 senza aerofono.
  • Il servizio era affidato al personale della Regia Marina.
  • Attività bellica: durante la seconda guerra mondiale i cannoni della batteria non ebbero modo di entrare in azione. E’ invece probabile che nel 1943 le mitragliere pesanti abbiano contrastato le incursioni a bassa quota dei caccia-bombardieri statunitensi. Ma per oggi si tratta di una ipotesi.
  • Dopo l’armistizio la batteria venne disarmata. Passò in carico all’Esercito il 2 giugno 1944.

Chissà se un domani potrà  arricchire l’offerta turistica.

Sardegna Sotterranea e Gruppo Cavità Cagliaritane hanno scritto alle istituzioni per meglio capire se la zona potrà, speriamo presto, esser resa fruibile.

Per unire le forze e gli sforzi, potrete contattarci a: sardegnasotterranea@gmail.com

Guardate il video in esclusiva: clicca qui.

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