La Sardegna non è immune dai terremoti: lo afferma la storia!

La Sardegna non è immune dai terremoti: lo attesta la storia che smentisce molte convinzioni. 

Ogniqualvolta da piccolo sentivo alla radio le notizie, tristissime e allarmanti, dei terremoti che di tanto in tanto colpivano l’Italia, ero solito chiedere ai grandi: se il terremoto  dovesse verificarsi qui, cosa facciamo?

Era la domanda ingenua di un bimbo. Ma immediata e suoerficiale la risposta: macché  terremoto in Sardegna, è impossibile! E poi si sa’ che l’isola poggia sul granito, su uno zoccolo duro! 

L'effetto dello tsunami...

Ancora oggi in tanti sono fermamente convinti di vivere in una terra antisismica, a prova di terremoto. 

Si dice infatti ancor oggi che in Sardegna non si siano mai verificati eventi tellurici, e mai si verificheranno!

Lo speriamo tutti, ma a guardare la storia scopriamo che il 19 giugno 2012 “un terremoto di magnitudo 4,5 è stato registrato, poco dopo la mezzanotte, nel Mediterraneo occidentale. Una scossa profonda ma effettiva, a circa 170 km dalla costa sud-occidentale della Sardegna“.

La Sardegna – spiegano i geologi- poggia per davvero su una micro-zolla stabile, ma nel 1838, un altro scossone la nostra isola lo ha sentito eccome: i suoi effetti furono misurati con la scala Mercalli soltanto in seguito. Il perché è presto detto: a quei tempi non esistevano strumenti per misurare la magnitudo.

Ciononostante, gli studiosi, ipotizzarono un vero record per i sismi che hanno colpito l’isola: era del sesto grado!

Nel 1870 una scossa del quinto grado Mercalli partì dal Goceano,  parte centro-settentrionale dell’isola. Sardegna è quindi un’isola antisismica?

Di certo val la pena rileggere questo approfondimento del 20 giuno 2012 nel quale raccontavamo di come la Sardegna, nei secoli passati, ha per davvero conosciuto sia dei terremoti che delle oscillazioni più o meno importanti del suolo. Certamente anche dei maremoti.

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QUANDO LA TERRA TREMA

di

Marcello Polastri

La Sardegna è, secondo il comune “sentire”, “l’unica regione italiana contrassegnata dallo zero nella mappa di pericolosità sismica nazionale“.

Lo afferma anche la Protezione Civile. Stranamente, direbbe qualcuno. Infatti esiste la possibilità che questi dati debbano essere rivisti. Il perché è presto detto.

Se ad esempio pensiamo al terremoto del 19 Giugno 2012 che secondo un articolo dell’AGI, seppure “non ha destato allarme se si escludono un paio di telefonate ai vigili del fuoco“, è stato comunque “sentito e registrato” anche in Sardegna.

Il suo epicentro? “localizzato in mare, fra l’isola e le Baleari“.

Secondo l’Istituto nazionale di Geofisica “il blocco sardo-corso, tra i più antichi, rappresenta una delle zone più stabili del Mediterraneo, anche se – ricordano – negli ultimi anni è stato interessato da attività sismica ai bordi“.

Rivediamo gli ultimi eventi rilevanti segnalati dall’Istituto nazionale di geofisica:

  • il 7 luglio 2011 si registra un sisma al largo della Corsica (magnitudo 4,7);
  • il 24 marzo 2006, un altro sisma al largo della costa meridionale sarda (magnitudo 4,1).
  • Non solo: “risulta anche un’attivita’ più recente al largo di Olbia“.

NE DEDUCIAMO che la Sardegna, pur essendo una sorta di “solido cuscinetto” tra l’Africa e l’Europa, in tema di placche continentali, non sarebbe però esente dal pericolo terremoto. Stando ai dati scientifici.

Si sa che la sua superficie terrestre è costituita da placche di tipo ‘rigido’ che collidono, convergendo lentamente, le una verso le altre oppure si allontanano.

Queste oscillazioni continue provocano “zone di accumulo e rilascio di energia“.

È risaputo che la microplacca sardo-corsa è relativamente stabile da circa 18.5 milioni di anni e questo può aver indotto alcuni a pensare che la relativa stabilità si possa intendere come asismicità.

Crolli_Sotto_PirriA pensare che i terremoti che hanno sfiorato o toccato la Sardegna sono stati almeno otto.

  • Nell’ottobre del 2015 una lievissima scossa è stata avvertita in varie parti dell’isola: aveva il suo epicentro a Telti.
  • Nel luglio del 2011 un sisma al largo della Corsica è stato percepito in tutto il Nord Sardegna.
  • Nell’aprile del 2000 si è verificato l’evento ad oggi più preoccupante nella costa orientale dell’isola dei nuraghi.

LA STORIA. Gli storici raccontano di un leggero sisma avvenuto nel 1771 che si sarebbe verificato nella parte meridionale della Sardegna.

Anche se il primo terremoto “censito” ufficialmente dall’Istituto Nazionale di geofisica, risalirebbe al 1838.

Gli effetti furono misurati con la scala Mercalli soltanto in seguito: a quei tempi non esistevano strumenti per misurare la magnitudo ma gli studiosi ipotizzarono un vero record per i sismi che hanno colpito l’isola: sesto grado.

Nel 1870 si verificò una scossa del quinto grado Mercalli (mica piccola!!!) partì da Ittireddu, nel Goceano, nella parte centro-settentrionale dell’isola.

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LE DATE. Altre date: 13 novembre del 1948, sisma del sesto grado della scala Mercalli. L’epicentro era in mare, nelle acque del Canale di Sardegna, non molto distante dalla Tunisia.

E per chi dovesse pensare a scosse lievi di assestamento, ecco altri dati: 1960. Un altro terremoto del quinto grado della scala Mercalli: epicentro nei dintorni di Tempio.

Nell’agosto del 1977, causato dal vulcano sottomarino Quirino, un violento terremoto fu registrato nelle vicinanze di Cagliari.

 

CURIOSITA’ E LEGGENDE

 Andiamo indietro nel tempo: sappiamo, da una lapide conservata in una Chiesa di Cagliari, che nel nel 1616 la Sardegna è stata colpita da un grande terremoto: fece crollare diverse torri campanarie in varie zone costiere della regione.

Questa è storia e non sono nel modo più assoluto delle semplici leggende.

DI FATTO, nei registri di tante chiese isolane, furono annotati i lavori eseguiti per la riparazione degli edifici sacri danneggiati e le relative spese per poterli riparare.

Un’onda anomala, invece, in tema di TSUNAMI, colpì Cagliari nel 1817 ma soprattutto il litorale sabbioso del Poetto di Quartu.

Così attestano i documenti:

una impressionante mareggiata scavalcò il litorale del Poetto e dopo aver invaso la salina di retrospiaggia, inondò a chilometri di distanza i vigneti di Medau su Cramu e Is Arenas lasciandovi “enormi quantità di pesce marino“.

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In tal senso non sarebbe poi così campata per aria l’ipotesi avanzata dal giornalista Sergio Frau e dal geologo Mario Tozzi.

Essi, nel libro “le colonne d’Ercole un’inchiesta“, parlano del grande tsunami che avrebbe spazzato via – nei millenni passati – la civiltà nuragica. Fu una sorta di schiaffo degli dei citato da Platone che parla della scomparsa di Atlantide.

LA GEOLOGIA

La Sardegna dunque non è esente da terremoti, ma essi, trovando uno zoccolo duro e granitico molto più antico e stabile di quanto non sia la piattaforma su cui poggia il resto dell’Italia, fa sì che le eventali scosse siano meno disastrose che altrove.

Ad esempio, quando si sono formate le Alpi e gli Appennini per effetto della collisione e dello scivolamento della piattaforma africana sotto quella euroasiatica, in Sardegna, isola stabile già da milioni di anni (rispetto al resto dell’Italia), non si sono formati grandi rilievi per il corrugamento della superficie, ma rilievi di natura granitica.

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Il granito e’ una delle rocce piu’ dure del mondo. Di natura rigidissima essere è emerso spezzandosi in rilievi irregolari: vere montagne ma non “catene montuose”.

Anche per questo motivo, per la conformazione geologica rigida e antichissima, di certo molto solida e stabile, la Sardegna per fare una sintesi, non sarebbe rilevante dal punto di vista sismico.

Convinzione che ha anche indotto alcune superpotenze a guardare con maggior interesse quest’isola. Un esempio? Per costruirvi centrali nucleari.

L’ASTROFISICA Margherita Hack, ad esempio, in tema di terremoti e di nucleare, ha innescato una polemica molto accesa perché dichiarandosi a favore del nucleare, ha sostenuto sui giornali: “le centrali potrebbero essere costruite in Sardegna perché è una delle regioni con il minor rischio terremoti“.

Una affermazione discutibile, proferita dalla famosa scienziata in un convegno a Trieste e ribadita poi a Il Giornale.

«Esiste – dise la Hack – il problema della conformazione dell’Italia come paese sismico ed è quindi necessario scegliere con grande attenzione zone sicure, come la Sardegna“.

Considerate le date degli avvenimenti sismici che abbiamo appena riletto, la Sardegna è si “l’unica regione italiana contrassegnata dallo zero nella mappa di pericolosità sismica nazionale“, ma, forse questa cifra, andrebbe rivista.

Il motivo è semplice: in tema di terremoto, questa regione, non è esente da minacce provenienti dal cuore palpitante della terra.

E allora quando sentiremo dire: Macché, in Sardegna? Un terremoto? Impossibile perché l’isola poggia sul granito.  Oppure: anche per per ciò crediamo le centrali nucleari... Pensiamoci bene, ragioniamo con la nostra testa. Perché la storia non ha mica dubbi, ma fatti e certezze 😉.

Marcello Polastri

 

PER SAPERNE DI PIÙ…

 

Per chi avesse ancora dubbi, questo interessante articolo di Paolo Cabiddu offre altri spunti di riflessione. Altre date inerenti i terremoti citati dalle fonti. Anche se  conclusione dell’articolista, è un tantino allarmante.

Copia de Il Corriere di Roma.

Copia de Il Corriere di Roma.

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