Sabato sera alla scoperta del sacro sentiero punico e della Torre del Poueth

La Sella del Diavolo

La Sella del Diavolo

È stata una bella passeggiata all’insegna del trekking urbano quella che sabato 19 Dicembre, da pomeriggio a sera, si è svolta sul colle di Sant’Elia a Cagliari, attraverso un nuovo sentiero che risalendo le pendici collinari ricalca la plurimillenaria strada sacra per il tempio punico di Astarte Ericina.

Le associazioni Sardegna Sotterranea e Ambiente Sardegna hanno raccontato   strada facendo ai cittadini e ai turisti, la storia di un luogo paradisiaco: il Golfo degli Angeli, il Poetto e il Promontorio della Sella del Diavolo. Posti ricchi di storia e assetto ambientali unici.

Durante le soste panoramiche, testi antichi in pugno, sono state riassunte le  leggende popolari della Sella del Diavolo e  rievocata l’epopea che nelle locali grotte vide i trogloditi e gli uomini preistorici stabilirsi, per lasciarvi i segni dei fuochi, di disegni in ocra rossa, insomma di antiche frequentazioni. È stato anche illustrato di come l’uomo delle caverne seppelliva i suoi cari estinti accanto a Marina Piccola.

Unico aspetto poco positivo: lo stato di conservazione del monumento naturale chiamato Sella Del Diavolo.  Per il quale le associazioni Ambiente Sardegna e Sardegna Sotterranea auspicano da tempo un rimedio. La Sella, rischia per davvero di crollare? 

Una domanda alla quale offriremo riposta in un prossimo fotoservizio.

Il nostro brindisi sulla Sella del diavolo

Il nostro brindisi sulla Sella del diavolo

Durante  il tour è stata ricalcata la strada citata dai testi ottocenteschi come “intagliata nella roccia, con gradini” per raggiungere “il sacro tempio” di Astarte ericina nel quale  veniva praticata la sacra prostituzione. 

L’obiettivo delle guide turistiche e ambientali consisteva nel  raggiungere, con una salutare camminata, la Torre del Poetto che probabilmente diede il nome all’omonimo litorale sabbioso.

Però è emerso uno scoop: un documento seicentesco mostrato da uno dei nostri studiosi che ha preso parte alla passeggiata, ha lasciato tutti di stucco proprio mentre sorseggiavamo un aperitivo davanti al crescente lunare.

IL DOCUMENTO, conservato nell’Archivio di Stato, afferma che la vicina chiesetta di Sant’Elia appartenne alla città di Quartu come gran parte del litorale sabbioso del Poetto. Ed il toponimo “Poetto” deriverebbe da “Su Coettu“, con il significato di “coda piccola”, o “codino”. Dunque “la coda della spiaggia” (di Quartu) sarebbe nota come “Su Coettu“.

Acquista credibilità l’ipotesi secondo la quale il nome del Poetto non deruberebbe in via esclusiva dalla lingua catalana:  “Poueth” in catalano significherebbe “pozzetto“, termine legato forse legato alla presenza di pozzi e cisterne visibili sulla Sella del Diavolo. Le nostre ricerche, strada facendo, tra archivi e luoghi della memoria da toccare con mano,  proseguiranno.

Per  partecipare alle ns iniziative scriveteci a sardegnasotterranea@gmail.com

La torre del Poueth

La torre del Poueth

 

 

 

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