San Sperate e il mistero della tomba dei 12 mila

Tomba_statale_131_3San Sperate, strada statale 131, chilometro 15.600. Sotto il cavalcavia che consente di deviare per il vicino centro commerciale filtrano i raggi del sole che illuminano una strana copertura. Simile ad una casetta, si sorregge su tronchi di legno malandati.

Non si tratta di una casa di fortuna, bensì di un sito archeologico. La copertura ospita infatti quel che resta di un saggio di scavo realizzato tanti anni e, di fatto, sconosciuto ai più.

Dentro la recinzione di ferro in pessimo stato di conservazione, come testimonia l’immagine qui a fianco, troviamo grandi trincee. Di cosa si tratta?

Esse sono veri e propri scavi circondati da strutture murarie, da rinforzi di pietra calcarea. E c’è chi racconta che questi scavi fossero antiche tombe, forse sepolture collettive.

LA LEGGENDA sostiene che al loro interno vennero sepolte centinaia di salme. Erano i resti di uomini morti un terribile scontro, forse in battaglia? Oppure si tratta di una tremenda epidamia che sterminò la popolazione?

TombaStatale131_1I più fantasiosi raccontano che accanto a San Sperate, tanti guerrieri Punici dell’esercito comandato dai fratelli Asdrubale e Amilcare (storici figli di Magone), nel 535 a.C. morirono durante l’ennesima campagna militare per la conquista della Sardegna. In realtà non si sa molto di tale spedizione ma gli storici suppongono che l’avanzata cartaginese fu arrestata nuovamente, e per davvero nel Campidano ancor prima di raggiungere le montagne più impervie.

Ci viene in mente che, durante la seconda guerra punica, ancora nel Campidano di Cagliari, insomma da queste parti, avvennero altri feroci scontri. Una terribile  battaglia in una zona non molto lontana da Carales vide le truppe sardo-puniche sbaragliate e stando a quanto ci ha tramandato Tito Livio, morirono in questo scontro sanguinoso almeno 12.000 uomini, tra Sardi e Punici.

Nella stessa battaglia morì Josto e a seguito della notizia, suo padre, il famosissimo Amsicora, decise di togliersi la vita in gran segreto. Anche per non essere bloccato in questo gesto estremo.

Tomba_statale_131_2Magari le tombe visibili nell’immagine non c’entrano con tutto ciò; la loro storia è decisamente differente. Di sicuro, chi ha scavato questi siti in modo scientifico, si sarà fatto una opinione.

I “miti” nascono dalle incomprensioni. E molto spesso, noi uomini pensanti, andiamo in cerca di certezze per far fronte a dubbi e a supposizioni.

Così, nel tentativo di saperne di più sulla nostra storia, anche per non alimentare leggende metropolitane, chiediamo ai nostri lettori: voi, ne sapete qualcosa? Avete notizie in merito?

Nel frattempo, il nostro cuore, continua a piangere per la trascuratezza del nostro patrimonio identitario del quale è sempre bene parlare. Per scuotere le coscienze.

Marcello Polastri

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