Sfrattato con i suoi 3 cani, Gigi Pili vivrà in grotta, da eremita

Abitava in un rudere a un passo da una fortezza del Settecento e a ridosso di caverne abitate nella preistoria, sulla cima di un colle che domina il borgo di Sant’Elia. Posizione e panorama da cinque stelle, ma era pur sempre un rudere.

Luigi Pili, ora 75 anni, allora era un ragazzo ed è cresciuto lì. Ha continuato a stare lì, “in montagna” come egli è solito dire, anche quando i familiari sono passati a miglior vita: ha rimesso a posto il tetto, rabberciato qualche muro per vivere dignitosamente.

Ora è finita, se ne dovrà andare. Lo sfratto questa mattina: via dal colle di Sant’Ignazio lui e i suoi 3 cani. Messi i sigilli all’abitazione, ora Luigi, pensionato-musicista, ex dipendente della Poste, dice che dovrà “trasferirsi altrove. Magari in una vicina caverna“.

La zona nella quale abita dal 1956 a Cagliari. il signor Gigi Pili.
Foto: Marcello Polastri.

Aveva costruito da zero il tetto di quella modesta casa, 3 stanze (cucina, camera da letto e bagno), abbandonate all’incuria del tempo e dell’uomo. E poi aveva realizzato anche la rete idrica locale,  ma niente da fare: è territorio demaniale. E, come tale, da sgomberare, costi quel che costi, anche se quella casa diverrà nuovamente un rudere, oppure un immondezzaio.

Polastri: “E’ uno sfratto che fa pensare: perché mettere i sigilli ad una casa che,  probabilmente, verrà presto sfondata da altri senzatetto, se non addirittura  vandalizzata“.

Area abitata da Luigi Pili

Luigi Pili (Gigi per gli amici), ha 75 anni e con i suoi 3 cani è stato allontanato da un sito storico e identitario che ha protetto per più di mezzo secolo, sottraendolo agli scaricatori abusivi di rifiuti, ai tombaroli e ai vandali in genere.

Marcello Polastri, ambientalista, scrittore e consigliere comunale di Cagliari, solleva il caso su quanto accaduto. Il fatto ha già creato non poche perplessità e indignazione da parte di Associazioni di volontariato ambientale. Non ultima, gli Amici di Sardegna. 

Marcello Polastri su Italia 1 in una delle puntate di Freedom con Roberto Giacobbo.

C’era una volta una casa di pastori, ridotta a  un rudere  abbandonato sul colle di Sant’Ignazio, non molto lontano dall’omonima Fortezza settecentesca che domina la città di Cagliari e il Golfo degli Angeli. Prima della seconda guerra mondiale ci fu anche chi recuperò quel rudere, trasformandoli in abitazione, nella quale andò a vivere, 75 anni fa, un bimbo che venne battezzato Luigi“, racconta Polastri. 

Ma il 29 Giugno, intorno alle ore 10.40, il signor Luigi Pili e i suoi 3 cagnolini, sono stati sfrattati dal Colle come se fossero abusivi e cattivi – afferma Polastri -, nonostante l’anziano uomo avesse a proprie spese ricostruito il tetto della casa abbandonata, e custudito le vicine caverne che furono abitate nella lontana preistoria dai primi uomini che, lentamente, civilizzarono la Sardegna“.

Luigi Pili. eremita di Cagliari. Foto: Marcello Polastri, 2021. Oggi in un articolo dell’ANSA.

Un posto di una bellezza disarmante e come tale, appetibile se oggi, l’Agenzia del Demanio, ha preferito sgomberarlo presentandosi con un ufficiale giudiziario”.  Nessuna polemica da parte del signor Pili, eccetto il rammarico per un posto nel quale  ha trascorso tutta la sua vita. “E che però – racconta Luigi Pili – quasi certamente in mia assenza, si trasformerà in un letamaio, ci scommettete?”.

UN PARADOSSO “all’italiana è dunque la storia del signor Luigi Pili, chemise a posto quel rudere per la necessità di andarci a vivere, e che il sito è situato oltre la recinzione militare della ex batteria D.I.C.A.T., difesa italiana contraerea territoriale. Pertanto – prosegue Polastri–  non si comprende lo sfratto di oggi in grande stile, e questo accanimento di uomini e mezzi, di pubbliche risorse, per mettere i sigilli ad una casa che probabilmente verrà presto sfondata da altri senzatetto se non vandalizzata”.

Area abitata da Luigi Pili

Plauderei all’iniziativa se fosse legata alla valorizzazione di questo angolo di Cagliari, magari all’installazione di cartelli esplicativi, di passerelle nelle locali caverne preistoriche, ma paradossalmente si inorridisce nel vedere lo stato di degrado circostante: i cumuli di monnezza nauseabonda e i rifiuti sono perenni, da queste parti”, constata Polastri.

Resta il fatto che una persona anziana, alla quale darei una medaglia ed un encomio per aver protetto quest’angolo di Cagliari, panoramico e di grande valenza ambientale, deve levare le tende. Resto basito per il fatto una persona per bene, vada altrove con i suoi tre cani, anch’essi allontanati dal loro habitat. Mi chiedo per cosa esattamente, perché cosa avrebbero commesso?”.

Ristabilire un senso di giusto dove appare evidente la storia di un uomo che si è preso cura di un luogo abbandonato: cosa ne sarà di questo sito da domani? Penso che questo luogo andrebbe adottato, ad esempio dalle associazioni di volontariato e tutelato, e perché no, magari anche aperto al pubblico”.

Luigi Pili su L’Unione Sarda.

Il signor Luigi Pili, dalle carte che ha mostrato all’Ufficiale giudiziario e ai Carabinieri accorsi sul colle, reputa come ingiusto, lo sgombero del terreno e della casa nella quale ha vissuto da più di mezzo secolo. Un ex rudere che lo stesso Pili, da fatiscente, ha trasformato in casa di fortuna: cucina, bagno, ed una stanza da letto. Il caminetto per poter avere un poco di tepore nelle fredde giornate invernali. 

L’ALLOGGIO, “nei mappali del Tribunale, è segnalato con il numero 163 e peraltro non parrebbe accatastato – secondo Pili – non è lo stesso” che egli recuperò.

L’anziano ha infatti chiesto, in fase di sgombero, di poter usufruire del terreno nel quale “poter continuare ad accudire i miei 3 cani”. Un nobile gesto che parrebbe però impossibile, anche se nell’ordinanza di sgombero si parla di un solo alloggio e non affatto del terreno circostante o d’accesso al medesimo.

Il Colle Sant’Ignazio a Cagliari.

Questa lingua di terrea è, come tutta l’area del colle, demaniale, al pari dell’intera collina di Sant’Ignazio che infatti lo ospita. Come tale dev’essere considerata libera per il passaggio, laddove non interdetto, di uomini, mezzi e animali.

Un luogo che peraltro potrebbe, senza la custodia del signor Pili, diventare terra di nessuno: sulla carta è di proprietà del Demanio ma, di fatto, un prossimo potenziale immondezzaio se nessuno si prenderà cura della zona.

Insomma, al pari di altre zone vicine, che nel corso del tempo e specialmente negli ultimi anni sono diventate discariche abusive, luoghi di incontri di anonimi vandali, anche questo angolo panoramico e collinare, sul tetto di Cagliari, potrebbe presto peggiorare.

Come chiunque potrebbe costatare, recandosi nel sito, e osservando le discariche abusive che in zona crescono a dismisura e se non fosse per persone come il Signor Pili, da tempo, sarebbe divenuto qualcosa di molto diverso.

Redazione.

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