Silius e gli spettri di Castel Orguglioso

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Vista al Castello con Sardegna Sotterranea

Una torre a sezione quadra, i sotterranei voltati e dotati di anelli di ferro, forse vecchie stalle o tetre prigioni. Sono gli ingredienti che rendono misterioso un fortilizio sardo sulla cui storia, pochissime fonti scritte hanno tracciato antiche vicende.

Mi riferisco al Castello di Orguglioso, costruzione risalente al Medievo e situata su un’alta montagna che domina la parte meridionale dell’altopiano del Gerrei, a poca distanza dal paese di Silius.

La costruzione di questo castello risale al XII secolo. A erigerlo furono le maestranze incaricate dai Giudici di Cagliari per difendere i confini estremi con il Giudicato di Arborea.

Lo studioso Fara lo ha battezzato come Orguloso e solo successivamente fu appellato Castello di Sassai.

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La vecchia cucina medievale

Nell’anno del Signore 1353 – data ritenuta dagli esperti di esoterismo “fortemente simbolica” – il Castello fu attaccato dai partigiani di Mariano d’Arborea. Erano i tempi della sanguinosa guerra contro gli Aragonesi. Secondo lo studioso Fara, i Sardi che assediarono e presero Castel Orguglioso, erano quasi tutti cagliaritani, e per la maggior parte erano partigiani del Giudice d’Arborea.

Il Castello disponeva di ben settecento cavalieri e di una fanteria fenomenale. Dato in feudo ai Carroz nel 1355, un giorno, dopo un lunghissimo assedio, fu fatto demolire dal Giudice Mariano.

infatti, in un disegno realizzato dagli Aragonesi nel 1358, il Castello che figura con il nome di Argullos, ha un aspetto molto triste: è semi-diroccato. Come del resto lo abbiamo trovato noi, che di recente abbiamo organizzato con le associazioni Sardegna Sotterranea e Ambiente Sardegna una visita guidata approfondita.

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Il disegno in ocra rossa

Una copertura lignea consente di ammirare, preservandolo, un antico forno per la cottura dei cibi ma anche resti di dipinti. Il monumento, ridotto a un cumulo di rovine fino a non molti anni fa, è stato rimesso in sesto grazie all’impegno del Comune di Silius in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni architettonici di Cagliari e Oristano. A indagare la storia del luogo, con uno scavo sistematico, è stata Donatella Salvi, archeologa della Soprintendenza archeologica per le Province di Cagliari e Oristano.

Sono emerse le cisterne sotterranee, un deposito per granaglie e quel bel forno per il pane, unico esemplare conosciuto in Sardegna, situato in una stanza, oramai priva di copertura, in origine adibita a cucina.

A sorvegliare il Castello, un fantasma, di colore rosso: si tratta del disegno che ritrae, con l’ocra rossa appunto, un soldato con cotta di maglia ed arco. Ma, raccontano alcuni, potrebbe raffigurare una donna la cui presenza spesso si fa sentire nel Castello, tra i ruderi e appare nelle notti di tempesta, aggirandosi sulla torre superstite. Muta sentinella, quest’ultima, di un baluardo veramente Orguglioso.

Marcello Polastri

Nella gallery, le immagini del fotografo e giornalista Alessandro Congia, realizzate durante la nostra visita nel Castello di Silius.

Prossimamente, la replicheremo. Per info: sardegnasotterranea@gmail.com

 

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