Viaggio tra i segreti della Sella del Diavolo: porto sommergibili o deposito di guerra?

Sotto al colle Sant’Elia a Cagliari erano custodite le riserve di carburanti per alimentare navi e aerei da guerra.

Un deposito in caverna, a prova di bombardamento aereo, protetto dalla roccia che custodisce gelosamente più di 40 gigantesche cisterne d’acciaio.

Per accedervi è necessario percorrere la via obbligata dei lunghi tunnel simili a quelli autostradali, ma dotati di uscite d’emergenza, pozzi di ispezione, sfiatatoi, luci e impiantistica all’avanguardia. Il tutto protetto da garitte militari e da un reticolo di filo spinato. 

Addio, però, almeno per ora, alla storia di un porto per sommergibili sostenuta dalle popolari leggende cagliaritane: il porto segreto, in caverna, non è mai pervenuto.

La galleria principale del deposito di carburanti sotto alla Sella del Diavolo a Cagliari

In realtà, quel che triniamo sottoterra almeno sotto alla monumentale scultura naturale della Sella del Diavolo, è il DEPOSITO carburanti con i suoi formidabili e costosissimi  impianti di funzionamento. A gestirlo fu la Us Navy, la Marina Militare Americana. 

Meglio noto come POL-NATO è oramai da anni inattivo.

Tuttavia, se dovesse occorrere, verrebbe messo in funzione perché ancora in perfette condizioni ma il Ministero della Difesa, che ne ha riconquistato il possesso del 2017 dopo lo spegnimento delle luci in galleria, ha poi assegnato  alla Società di Stato Difesa Servizi, il compito di valorizzarlo.

La planimetria delle gallerie e dei serbatoi sotterranei nascosti sotto alla Sella del Diavolo a Cagliari

Per far ciò è inoltre possibile coinvolgere i privati attraverso un project financing, con un piano di riqualificazione dal costo totale di 18 milioni di euro.

È però calato il silenzio anche su questa ipotesi e sul relativo bando.

Oramai dissolti gli odori dei carburanti militari conservati per lunghi decenni tra sotterranei e cisterne, per l’ex Deposito PolNato di Sant’Elia, parrebbe non esserci futuro.

Ed è così che la grande infrastruttura è inutilizzata, ma anche bisognosa di continue manutenzioni.

LA STORIA del Deposito racconta che dal molo di Levante del porto, le navi cisterna potevano ricevere oppure donare il carburante attraverso un cunicolo che si dipana sotto la città a partire dalla zona del parco degli Anelli e verso il lazzaretto, davanti al mare di Sant’Elia – Calamosca.

La nuova passeggiata sul mare di Calamosca, in una bella immagine di Marcello Polastri.

Questo sotterraneo, dotato di tubature, finisce poi sottoterra addentrandosi sotto al colle di Sant’Elia per espandersi “in caverna” dentro al promontorio della  Sella del Diavolo.

Per più di quarant’anni, dal 1969, è stata una infrastruttura strategica: 280mila metri cubi di capienza totale, era considerata “la risorsa principale, in termini di stoccaggio e distribuzione, per le unità navali della Nato che operavano nel Mediterraneo, fornendo il combustibile per l’uso marittimo e per il rifornimento degli assetti aerei imbarcati“.

Il Ministero della Difesa vorrebbe comunque  rimettere in attività questo patrimonio senza però applicare l’articolo 14 dello Statuto, che ne consentirebbe il trasferimento agli enti locali in quanto, secondo tals articolo, i beni non più funzionali alle esigenze di difesa devono essere ceduti alla Regione.

Il faro e il colle Sant’Elia a Cagliari

Attraverso la gara di Difesa servizi l’obiettivo era garantire una funzione duale, civile e militare, da affidare a un privato. Che, da una parte, investendo fondi propri, avrebbe avuto la garanzia di gestire un “distributore” di carburanti in mezzo al Mediterraneo dove, secondo le carte pubblicate sul sito del Ministero della Difesa, avrebbe lavorato due due o tre approdi al giorno.

Un progetto che avrebbe peraltro dovuto e potuto garantire la fruibilità militare, perché quel sito nelle viscere della promontorio sul mare cagliaritano deve altresì assolvere alle esigenze connesse alla conservazione delle  “scorte d’obbligo” per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti in caso di crisi nazionale o internazionale. Insomma, anche e soprattutto in vaso di guerra.

 

Sala intermedia per le manovre di riempimento e svuotamento dei serbatoi di carburanti in galleria sotto alla Sella del diavolo a Cagliari

L’ipotesi del bando lanciato da Difesa servizi a dicembre del 2020, prevedeva 15 anni di concessione al privato che avesse manifestato interesse a rimettere in sesto tutto l’impianto per farci un business.

Il termine per la presentazione delle domande era fissato per Aprile 2021.

Poi nessuna notizia.  Nessuna risposta a seguito delle richieste di accesso civico alla documentazione di gara, afferma il giornale YouTg.Net.

Così, i segreti della Sella del Diavolo, continuano a nascondersi a – 80 metri sotto alla collina che si tuffa sul Golfo degli Angeli, con il suo futuro ancora incerto.

Lo schema del sistema di deposto carburanti della PolNato a Cagliari

Commenti