La Soprintendenza: non risultano strutture nuragiche a Sant’Elia

Ci è appena pervenuta la risposta della competente Soprintendenza ministeriale alla nostra richiesta  di chiarimenti sulle presunte nuove scoperte di nuraghi a Cagliari.

” In riferimento alla richiesta in oggetto, acquisita agli atti di questo Ufficio con ns. prot. n. 6916-A del 30.03.2026, si rappresenta quanto segue.

Agli Atti di questa Soprintendenza non risulta pervenuta alcuna richiesta di concessione per scavi e ricerche nelle aree in oggetto da parte degli studiosi che, a partire dal 19.03.2026, hanno rilasciato interviste circa presunti nuraghi sul colle di Sant’Elia, né è stato avviato alcun procedimento di verifica o dichiarazione di interesse culturale nel suddetto sito.

L’area, ormai da diversi anni – prosegue la Soprintendenza – è stata affidata in regime di concessione ministeriale all’Università di Cagliari (D. Lgs 22.01.2004, n. 42, Artt. 88-89), che oltre a campagne di scavo
presso la cd. torre della Lanterna, ha avviato studi territoriali sul promontorio.

La Soprintendenza ha già espresso la propria posizione a mezzo nota stampa sull’argomento e via PEC agli studiosi.

Questo Ministero, secondo quanto sancito dall’art. 9 della Costituzione, è promotore dello sviluppo della ricerca tecnica e scientifica e si vede attribuito in via esclusiva la specifica facoltà di eseguire scavi archeologici
ai sensi dell’art. 88 del D.lgs 42/2004, salvo poterla dare in concessione a soggetti che abbiano un curriculum adeguato e che utilizzino la metodologia scientifica propria delle ricerche archeologiche.

La comunicazione a mezzo stampa delle presunte scoperte non è stata quindi preceduta da una attività di scavo e ricerca archeologica stratigrafica, l’unica metodologia che permette il riconoscimento e l’interpretazione di manufatti antichi.

Pertanto, allo stato attuale delle ricerche, sia stratigrafiche, ma anche bibliografiche e d’archivio, non risulta la presenza di strutture nuragiche nell’area del colle di Sant’Elia.

Per quanto riguarda la presunta scoperta di un nuraghe presso Monte Urpinu, si comunica che in occasione di lavori condotti dal Comune di Cagliari in prossimità della batteria antiaerea sul colle di Monte Urpinu e, in particolare, sul muro di contenimento prospiciente, questa Soprintendenza ha avviato le verifiche archeologiche preventive sul sito, al fine di mettere in evidenza con metodo stratigrafico eventuali elementi sia nel sedime sia all’interno della struttura muraria medesima.

Tale metodologia risulta, infatti, la più affidabile per definire scientificamente cronologia ed eventuale pertinenza a un determinato contesto.

L’indagine archeologica, conclusa in data 18.12.2023, non ha messo in luce ruderi o stratigrafie archeologiche, mentre gli elementi datanti dello scavo riconducono alla prima metà del secolo scorso.

Si coglie l’occasione per precisare che lo scavo archeologico ivi effettuato da questo Ufficio rientra tra le procedure di verifica preventiva di interesse archeologico nell’ambito di lavori pubblici ai sensi dell’art. 41, c. 4 del D.Lgs. 36/2023.

L’indagine era quindi funzionale a verificare l’eventuale presenza di beni archeologici
nell’area dell’intervento del Comune di Cagliari e a valutare la fattibilità dell’opera pubblica. Non si è trattato dunque di uno scavo per ricerca fine a sé stesso” .

A firmare l’atto è  la Soprintendente archeologa e la funzionaria incaricata del procedimento. 

Risposta soprintendenza

Il documento ufficiale della Soprintendenza

 

 

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