A Monastir un castello da salvare

Pubblicato da Sardegna Sotterranea: alla scoperta di un'isola misteriosa su Sabato 14 gennaio 2017

Ci sono alcuni cartelli superstiti lungo il sentiero, non manca il parapetto di legno ai margini dei vialetti panoramici sulla montagna, ma il Castello di Monastir a due passi dall’omonimo paese, meriterebbe di più. Considerato che tra i resti delle sua mura, i cartelli giacciono sul terreno e le reti sono divelte. 

Cartello esplicativo ai piedi del Castello

Alla sua base, alle pendici del Monte Oladiri aggredite da una vecchia cava (enormi scavi circondano i resti della fortezza), troviamo delle antiche DOMUS DE JANAS, particolari “grotte”, minute, artificiali, usate nella preistoria per seppellire i defunti.

Le Domus de Janas lungo il sentiero che avvia al Castello

TROVIAMO, salendo più in alto verso il Castello, muta sentinella di questo luogo incantato, anche un gabbiotto di legno che ha tutta l’aria di un locale nato, magari, per promuovere la bellezza del posto, dai panorami unici godibili da quel che resta di un castello il cui cancello d’accesso è spalancato.

Situato nel comune di Monastir, a pochi minuti da Cagliari, questo monumento fa  anche parte delle schede del Ministero per i beni culturali e di Wikipedia ma, di fatto, atende una precisa opera di valorizzazione e di messa in sicurezza.

Panorama delle campagne di Monastir e del Monte del Castello

Per lunghi anni questi Castello è stato circondato dai mezzi meccanici perché erano in attività ancora qualche tempo fa, alcune cave che hanno sbancato la roccia circostante il maniero.

Sorto su un precedente insediamento di epoca nuragica, l’edificio venne eretto sulla cima del  Monte Oladri: era la metà del XII secolo e i giudici di Cagliari lo direbbero indispensabile per controllare e difendere il territorio circostante.

L’edificio passó agli arborensi e poi ai della Gherardesca e fu successivamente distrutto dai pisani intorno al 1308.

Nel sito del Ministrero per i beni e le attività culturali, leggiamo che l’ultimo evento culturale dedicato al Castello  di Baratuli risale al 30 settembre 2012. Il 15 novembre 2014 una visita ideata da alcune associazioni, e nuovamente silenzio.

Al suo interno, tra le mura superstiti, cresce, rigogliosissima, la vegetazione spontanea che ha preso il posto dei cartelli esplicativi posati suo terreno, ed evidentemente rotti dall’incuria del tempo e dell’uomo.

Già, ma quando verrà valorizzato e messo in sicurezza? Chissà.

Cartello esplicativo ai piedi del Castello

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