CAGLIARI. UNA VILLA, UN ANTICO CIMITERO, TANTI MISTERI

È Villa Mulas-Mameli, una decadente dimora Liberty affacciata su una delle necropoli più importanti del Mediterraneo. 

Siamo a Cagliari. Ma cosa si nasconde davvero tra queste stanze, i suoi giardini e le sue mura? E soprattutto: perché la villa venne costruita proprio qui? 

In questo nuovo video Marcello Polastri esplora questo grande e storico edificio tra i rischi di una esplorazione per ricercare tracce, dettagli e testimonianze di un passato ancora sorprendente.

Fatti documentati, vecchi racconti, curiosità e piccoli “gialli” si intrecciano in una storia tutta da scoprire.

Un luogo affascinante ma anche degradato, potenzialmente pericoloso: l’esplorazione è personale e tutt’altro che un invito a emulare l’accesso.

A Tuvixeddu la storia è sotto i nostri piedi… ma anche dentro le mura di una villa dimenticata.

Guarda il video e raccontaci: tu cosa avresti il coraggio di cercare qui dentro? 

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Gli interni incendiati di Villa Mulas a Cagliari. © Ph Marcello Polastri

Gli interni incendiati di Villa Mulas a Cagliari. © Ph Marcello Polastri

 

LA VILLA SOPRA TUVIXEDDU: LA VERA STORIA

articolo di Marcello Polastri 

 

Una villa Liberty in rovina e un’antica necropoli sotto i suoi piedi, intrise da una incredibile quantità di racconti, testimonianze e leggende.

Ma quanto c’è di vero attorno a Villa Mulas?

Questo breve contributo nasce proprio con un obiettivo: provare a ricostruire la storia di Villa Mulas-Mameli, la dimora che, dall’alto, domina la necropoli di Tuvixeddu.

Chiedo, a chi conosce questa storia, di aiutarmi: commentate con documenti, date, testimonianze verificabili.

Perché, se le leggende sono affascinanti, qui cerchiamo fatti e prove.

DAL CONVENTO ALLA VILLA

Il luogo dove oggi vediamo la villa era un tempo molto diverso.

Le fonti locali ricordano l’esistenza, nella zona, di un antico convento sulla cima del colle Tuvixeddu. Non a caso l’area era da sempre conosciuta come “Su Conventeddu”. Che tradotto dalla limba (lingua) sarda, significa “piccolo convento“.

La collina, inoltre, non aveva l’aspetto attuale e infatti, prima dell’apertura di grandi cave, Tuvixeddu e Tuvumannu facevano parte di un unico grande rilievo collinare, indicato nelle antiche descrizioni come Monte della Pace.

Tra Settecento e Ottocento la zona venne trasformata in area agricola. E qui, sul finire del 1700 è sorta una prima villa-fattoria della famiglia Massa, proprietaria dei terreni.

Successivamente, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, è poi nata la villa che conosciamo oggi, in stile Liberty, legata alla famiglia Mulas-Mameli.

E SOTTO LA VILLA?

Qui la storia diventa ancora più interessante.

Tuvixeddu era ed è una delle più importanti necropoli puniche del Mediterraneo.

Già nell’Ottocento studiosi come Giovanni Spano documentarono le antiche testimonianze di Karalis, l’antica città sul golfo degli Angeli. Nei primi del Novecento arrivarono gli scavi sistematici dell’archeologo Antonio Taramelli, che interessarono anche il cosiddetto Predio Ibba, con numerosi ipogei.

Nel frattempo però, la collina veniva trasformata dalle attività estrattive: pietra, calcare e cemento cambiarono per sempre il volto del colle.

 MASSA, MULAS, CALCIDRATA E ITALCEMENTI

La storia della villa si intreccia così con quella delle grandi attività industriali che per decenni segnarono questa parte di Cagliari.

Da una parte l’Italcementi, con la grande cementeria di Sant’Avendrace.

Dall’altra la più datata Calcidrata, legata alla famiglia Mulas, ed alle loro attività estrattive nella zona di via Is Maglias.

Il colle venne progressivamente scavato, sbancato e trasformato… in un certo senso reso più basso e rimpicciolito ai suoi fianchi. Spolpato. 

Nacquero così altre cave: il Canyon, il Catino e altri paesaggi industriali che oggi fanno quasi dimenticare l’antica conformazione della collina.

E LA VILLA?

Su questo punto circolano diverse ricostruzioni.

Secondo alcune fonti, la villa sarebbe stata collegata alle attività dell’Italcementi.

Altre testimonianze sostengono invece che sia rimasta ai Mulas-Mameli, proprietari della Calcidrata, prima di entrare successivamente nei possedimenti riconducibili al gruppo Coimpresa, dell’imprenditore Gualtiero Cualbu.  Di certo i Mulas la vendettero e se ne sbarazzarono (per un fatto solo apparentemente misterioso).

Ed è questo uno dei punti che meriterebbe una verifica documentale definitiva.

 BOMBE, DEGRADO E ABBANDONO

Nel 1943 Cagliari venne colpita duramente dai bombardamenti.

Anche Tuvixeddu, davanti alla laguna di Santa Gilla e ai locali aeroporti, attraversò decenni difficili.

La necropoli venne frequentata, saccheggiata e progressivamente circondata dall’espansione urbana.

Le tombe divennero rifugio per senzatetto e luoghi di passaggio.

Poi arrivarono nuove costruzioni, nuove strade e nuove trasformazioni.

E una parte enorme dell’antico paesaggio scomparve.

 IL PROGETTO CUALBU E LA BATTAGLIA SU TUVIXEDDU

Negli anni Novanta e Duemila la collina entrò al centro di una delle più importanti controversie urbanistiche e paesaggistiche di Cagliari.

Il progetto edilizio collegato al gruppo Cualbu prevedeva nuove volumetrie nella zona.

Poi arrivarono i vincoli, le contestazioni, le battaglie istituzionali e giudiziarie.

Nel frattempo, la villa rimase sempre più isolata e vulnerabile.

GLI INCENDI

Ed eccoci al capitolo più oscuro.

La villa venne colpita da incendi e da devastazioni continue.

Circolano diverse versioni sulle cause e sulla successione dei roghi. E non sono neppure mancate occupazioni abusive.

Altre racconti riguardano possibili ritorsioni. Ma una cosa è certa: prima gli incendi, poi l’abbandono, hanno cancellato gran parte degli interni della villa.

Oggi rimangono soprattutto le facciate, il torrino, le terrazze e il grande giardino.

E POI CI SONO I “GIALLI”…

Attorno a Villa Mulas-Mameli sono nate negli anni numerose storie. 

Racconti di morti misteriose, presenze, episodi criminali e vicende mai completamente chiarite.

Alcune sono documentate. 
Altre sono testimonianze.
Altre ancora appartengono alla memoria popolare.

Ed è proprio qui che bisogna fare attenzione: una leggenda non è una prova.

Per questo vorrei ricostruire questa storia insieme a chi possiede fotografie, documenti, atti, testimonianze dirette o ricordi verificabili.

 Se avete qualcosa da aggiungere, scrivetelo nei commenti. Perché Villa Mulas non è soltanto una villa abbandonata.

È un pezzo della storia di Cagliari, sospeso tra archeologia, agricoltura, industria, edilizia, misteri e memoria.

E forse la domanda più interessante è proprio questa: quante storie sono ancora nascoste sulla collina di Tuvixeddu? 

 Marcello Polastri

 

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