Cagliari – Una nuova scoperta archeologica emerge dal cuore della città durante i lavori pubblici per la realizzazione della metropolitana leggera tra Piazza Matteotti.
Nel corso degli scavi, infatti, gli operai hanno portato alla luce imponenti strutture murarie antiche e si sono subito bloccati: uno scavo circolare nella roccia calcarea e numerosi blocchi di pietra disposti a emiciclo, sui quali sarebbero presenti tracce di malta idraulica.
Elementi che fanno pensare a un manufatto di notevoli dimensioni e di significativa importanza storica, la cui datazione resta però ancora incerta.

Il sito del ritrovamento archeologico in piazza Matteotti a Cagliari. Ph Riccardo Delitala.
In un primo momento si era ipotizzata un’origine romana, ma le verifiche preliminari sembrerebbero orientare gli esperti verso una datazione più recente, collocabile intorno al XVIII secolo. Niente di certo, almeno per ora.
Per fare piena luce sul ritrovamento e valutare eventuali misure di tutela, sul posto è intervenuta la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.
Le analisi tecniche sono tuttora in corso. Al momento, non sono state rilasciate dichiarazioni ufficiali.
In via precauzionale il cantiere è stato temporaneamente sospeso per consentire gli accertamenti necessari.
Nel capoluogo sardo rinvenimenti di questo tipo non sono rari. Il sottosuolo cittadino custodisce infatti numerose testimonianze storiche appartenenti a epoche diverse, spesso sovrapposte in affascinanti stratificazioni archeologiche che raccontano secoli di storia urbana. Per non parlare di quanti ambienti “cavi” sopravvivo a Cagliari
La Soprintendenza dovrà ora stabilire, in tempi ragionevolmente brevi, se procedere con ulteriori scavi per catalogare e tutelare le strutture murarie emerse oppure se sarà necessario prolungare lo stop ai lavori per approfondire natura ed estensione dei reperti.

Il sito del ritrovamento archeologico in piazza Matteotti a Cagliari
Il ritrovamento potrebbe inoltre essere collegato ad analoghe scoperte avvenute anni fa nella stazione ferroviaria di Piazza Matteotti, sempre durante interventi legati alla metropolitana di superficie.
In quel caso, i reperti vennero ricoperti con teli protettivi e ghiaia per garantirne la conservazione, rimanendo tuttora custoditi sotto il livello stradale.
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