La memoria di Cagliari non può andare in rovina.
La storica Batteria Corrado Prunas, nata nel 1930 sul magnifico promontorio di Capo Sant’Elia a Cala Mosca, sta lentamente cedendo al degrado e all’abbandono.
Tra cunicoli e strutture sotterranee si osservano ormai evidenti segni di crolli, mentre negli ex alloggi militari trovano spazio giacigli di fortuna, letti improvvisati e bottiglie abbandonate. Un patrimonio identitario della città rischia di essere perduto sotto il peso dell’incuria e dell’abusivismo.
La Prunas non è un luogo qualunque: fu la prima installazione militare del Golfo degli Angeli progettata per la difesa sia dal mare sia dal cielo. Costruita sul bastione naturale di Murr’e Porcu, era parte integrante del sistema difensivo di Cagliari insieme alle batterie Faldi di Quartu Sant’Elena e Boggio di Pula, con cui avrebbe potuto incrociare il fuoco in caso di attacco.
Bunker, gallerie scavate nella roccia, riservette, strutture in pietra e cemento raccontano una pagina fondamentale della storia della città e della Sardegna. Una storia che merita tutela, valorizzazione e nuova vita.
Uno dei sotterranei della Batteria Prunas di Cagliari, tra rifiuti e giacigli abusivi. © Sardegna Sotterranea
❌ Diciamo NO al degrado.
❌ Giù le mani abusive dalla Prunas.
✅ Sì a un recupero che la restituisca alla collettività come spazio culturale, storico e identitario.Uniamo le nostre voci per salvare la memoria di Cagliari.
✍️ Firma la petizione Cliccando qui e condividi questo messaggio.
La Batteria Corrado Prunas può e deve tornare a essere un bene vivo, accessibile e utile per tutti.
La petizione è promossa dal Gruppo Cavità Cagliaritane, da Sardegna Sotterranea e da altre associazioni impegnate nella tutela del patrimonio storico e culturale del territorio.
Acquisita dal Demanio nel primo trentennio del Novecento, fu la prima installazione a doppio compito per la difesa anti-mare e anti-aerea del Golfo degli Angeli, approntata su un bastione naturale (“Murr’e porcu“) del “Fronte a Mare” di Cagliari, poi dotato di solide strutture protettive di pietra e cemento, bunker, riservette, cunicoli e gallerie scavate nella roccia. Infine, alloggi fuori terra per la difesa del Golfo di Cagliari, quindi del capoluogo sardo.In caso di attacco dal mare dal cielo, avrebbe anche potuto “incrociare” il tiro dei cannoni di altre due mega postazioni di guerra del Golfo degli Angeli: la Faldi di Quartu Sant’Elena, e la Boggio di Pula.Le immagini dello stato in cui versa la storica Batteria Corrado Prunas, ex insediamento militare nato nel 1930 sull’incantevole Promontorio di Capo Sant’Elia a Cala Mosca, sono inequivocabili: crolli strutturali tra le strutture sotterranee, quelle fuori terra, giacigli “di fortuna” con tanto di letto e bottiglie di superalcolici accanto. Coma attesta questa immagine documentale:
Nel raffronto delle immagini, negli scatti di Marcello Polastri e Alessandro Congia, e nei video-reportage del nostro Team, un abbandono che dovrebbe cedere il posto a forme di sensata valorizzazione. E di fruizione per tutti. Passiamo parola?Uniamo le nostre forze e passioni per salvare la memoria e l’identità di Cagliari firmando la petizione per la Prunas: clicca qui.

Per firmare la petizione firma qui.
- Lo stabulario davanti alla Batteria Prunas.
- La batteria antinave Prunas di Cagliari: le guardiole militari
- Una delle postazioni della Batteria Prunas
- Uno dei sotterranei della Batteria Prunas di Cagliari, tra rifiuti e giacigli. Ph Sardegna Sotterranea (riproduzione riservata).
- Una immagine satellitare della Batteria Prunas
- Cala Fighera vista dalla Batteria Antinave Prunas.
- Le riservette della batteria Prunas di Cagliari.
- Sulla cima della Batteria antinave, troviamo la bocca di UN POZZO.
- Militari nel colle Sant’Elia al tempo della seconda guerra mondiale.
Contributi e Rassegna stampa della nostra iniziativa:
- La Prunas su Sardegna notizie
- La Prunas su Vistanet.it
- La Prunas su Vivere a Cagliari
- Reportage di Marcello Polastri su Facebook
- Video reportage su Tik Tok















