I Nuraghi di Cagliari secondo l’accademico Taramelli

L’archeologo Alfonso Stiglitz ha pubblicato il 24 aprile 2026, una riflessione sui presunti nuraghi scoperti ai piedi del Colle di Sant’Ignazio a Cagliari, sostenendo che:

 

Nuraghi a Cagliari (consigli di lettura)

BIBLIOGRAFIA RAGIONATA SUI VILLAGGI PREISTORICI CITATI DA TARAMELLI

di Alfonso Stiglitz

 

Nella “famosa” frase di Taramelli portata a riprova della realtà dei due (presunti) nuraghi di Sant’Elia – posti in realtà alle pendici del colle di Sant’Ignazio – lo studioso elenca i villaggi preistorici confrontabili con quelli del Promontorio e riporta i nomi degli studiosi che li hanno individuati e studiati:

«A Cagliari esisteva certamente un villaggio preistorico, forse anche con un gruppo di nuraghi, come quelli dei colli vicini, del M. Urpino, del Capo S. Elia, di is Arenas, studiati ed esplorati dall’Orsoni, dal Lovisato, dal Mannai, dal Loddo, dal Nissardi, dal Patroni e da me». (Archivio Storico Sardo 1, 1905).

Da varie parti mi è stato chiesto se nei lavori degli autori citati si parla di nuraghi negli insediamenti da loro studiati.
La risposta è no; tutti i lavori indicati da Taramelli hanno oggetto esclusivo insediamenti neolitici e nessun nuraghe viene citato.

Qui di seguito, se avete la pazienza di leggere, indico la bibliografia alla quale faceva riferimento Taramelli, in ordine di villaggio:

SANT’ELIA:

  • Nel 1878 Francesco Orsoni svolge intense ricerche a Cagliari e scava le grotte di Sant’Elia e di San Bartolomeo: gli scavi ebbero molta risonanza sia in Italia e sia in Francia.Orsoni ne dà notizia in due brevi lavori e in un libretto più ampio.

Queste le indicazioni bibliografiche:

  • F. Orsoni, «ricerche paletnologiche nei dintorni di Cagliari (da lettera del 30 gennaio al Pigorini)», in ‘Bollettino di Paletnologia Italiana’ 5, 1879, pp. 44-47. Il testo può essere letto online dal sito della rivista (qui).
  • F. Orsoni, «Recherches préhistoriques dans les environs de Cagliari (Sardaigne)», in ‘Materiaux pour l’histoire primitive et naturelle de l’homme’ 11, 1880, pp. 54-59.

Il testo può essere letto online dal sito della BNF francese, Gallica (qui). 

  • F. Orsoni, «Dei primi abitatori della Sardegna, osservazioni geologiche ed archeologiche», Bologna, Soc. tip. Azzoguidi, 1881. Non esiste una versione digitale del testo, può essere letto in varie biblioteche sarde, reperibili dal catalogo on-line delle Biblioteche sarde Bibliosar (qui). 
  • Nel 1886, Domenico Lovisato dà conto di una serie di reperti neolitici da lui raccolti sul Capo Sant’Elia: D. Lovisato, «Una pagina di preistoria sarda», in Reale Accademia dei Lincei (anno CCLXXXIII, 1885-80), Roma 1886.
  • Nel 1901 Giuseppe Patroni, appena nominato soprintendente, avvia uno scavo nella grotta di San Bartolomeo, riprendendo il precedente intervento di Orsoni:
    G. Patroni, «IX. S. Bartolomeo presso Cagliari – Grotta preistorica rinettata nell’aprile 1901», in ‘Notizie degli Scavi’ 1901, pp. 381-389. Il testo può essere letto online dal sito della rivista
  • Infine, nel 1903, Antonio Taramelli fresco di nomina avvia minuziose prospezioni sul Promontorio accompagnate da cinque saggi di scavo:
    A. Taramelli, «VII. CAGLIARI – Esplorazioni archeologiche e scavi nel promontorio di Sant’Elia», in ‘Notizie degli Scavi’ 1904, pp. 19-37 (qui). 

Se avrete la pazienza di leggere i testi, noterete che nessun autore afferma di aver visto nuraghi, né ve ne sono indicati nella cartina del Promontorio pubblicata da Taramelli nell’articolo del 1904. (segue…)

Alfonso Stiglitz 

La cartina disegnata dal Taramelli

Ps. Tutto questo per dire che la presenza di nuraghi è una ipotesi corretta ma non si può portare Taramelli (o altri) come prova di edifici nuragici esistenti, pena forzare e travisare le sue parole e i suoi studi.

I nuraghi – secondo l’archeologo Stiglitz – vanno individuati con indagini archeologiche e con metodologie scientifiche.

 (Alfonso Stiglitz 22.04.2025)

Troviamo piacevole e interessante questo studio. Ripercorre quel che amiamo fare: analizzare, verificare e contribuire a far sana cultura e dar notizia di essa. Anche in tema di scoperte date come per certe sui nuraghi, le quali paiono ancora dubbie.  

Il 23 aprile 2026, lo stesso archeologo Stiglitz, ha pubblicato anche un’altra notizia online. 

Il post dell’archeologo Stiglitz

Carta storica senza indicazione di alcun nuraghe a Capo Sant’Elia

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