Ci sono luoghi che non si limitano a raccontare la storia. La custodiscono. La respirano…
La fanno rivivere in un silenzio così intenso da sembrare sacro. La Cripta dei Martiri della Cattedrale di Cagliari è uno di questi.
Scendere sotto il Duomo significa attraversare una soglia invisibile. Alle spalle resta il frastuono della città; davanti si apre un mondo scolpito nella roccia viva, dove arte, fede, archeologia e memoria convivono in un equilibrio straordinario.
Pochi luoghi del Mediterraneo riescono a trasmettere la stessa emozione. E qui, nel ventre della città antica, il marmo dialoga con la pietra, le reliquie con la storia, il silenzio con la spiritualità…
La Cripta dei Martiri di Cagliari: il capolavoro nascosto sotto la Cattedrale che lascia senza fiato
Pochi cagliaritani l’hanno vista davvero. Eppure, sotto il presbiterio della Cattedrale, si cela uno dei luoghi più straordinari della Sardegna: un santuario scavato nella roccia viva, dove arte, fede e mistero convivono da oltre quattro secoli.
Scendere nella Cripta dei Martiri significa entrare in un mondo sospeso nel tempo. Il silenzio è assoluto. Il marmo bianco illumina le pareti. E poi emergono loro, le 179 nicchie che custodiscono le reliquie dei santi martiri cagliaritani, ciascuna sormontata da una preziosa “formella” scolpita, con il nome del santo e il simbolo del suo martirio. E’ uno spettacolo unico, che sorprende anche chi crede di conoscere bene Cagliari.
Questo straordinario santuario nacque per volontà dell’arcivescovo Francisco de Esquivel, che all’inizio del Seicento ordinò di scavare il cuore della collina di Castello.
Per creare questa incredibile opera direttamente nella roccia calcarea, non furono incaricati operai specializzati ma i servi di pena. I condannati ai lavori forzati e fu un’impresa immensa, che riuscì nel suo scopo. Per mesi quegli uomini intaccarono la viva pietra sotto la Cattedrale con scalpelli, mazze e picconi, creando uno dei santuari sotterranei più spettacolari d’Europa.
E fu così che Il 27 novembre 1618, dopo una solenne processione che coinvolse autorità e popolo, il Santuario dei Martiri venne inaugurato, diventando uno dei luoghi simbolo della cristianità in Sardegna.
La cripta è composta da tre ambienti di rara bellezza:
- La Cappella della Madonna dei Martiri, con 66 nicchie, custodisce i cosiddetti Sancti innumerabiles;
- la Cappella di San Lucifero, dedicata all’antico vescovo di Cagliari, conserva ben 80 reliquiari e le spoglie del santo;
- la Cappella di San Saturnino, patrono della città, accoglie il suo antico sarcofago romano e altri preziosi monumenti funerari dei Savoia.
Prima di entrare nel santuario, un altro capolavoro cattura lo sguardo: il mausoleo in marmo di Francisco de Esquivel, scolpito da Antonio Zelpi, affiancato da un magnifico dipinto seicentesco della Crocifissione, dove lo stesso arcivescovo è raffigurato in preghiera insieme ai martiri cagliaritani.
Rinascimento, Barocco e Neoclassicismo si fondono in un luogo che il grande archeologo Giovanni Spano definì «un’opera che da sola merita un viaggio».
Ed è proprio così.
Perché la Cripta dei Martiri non è soltanto un monumento: è il cuore nascosto di Cagliari. Un luogo dove ogni gradino conduce più in profondità nella storia e dove, ancora oggi, il tempo sembra essersi fermato. Dal giorno della sua inaugurazione, la Cripta divenne il cuore spirituale della Cagliari barocca.

Monumento all’Arcivescovo Francisco D’Esquivel sotto la Cattedrale di Cagliari, dentro al Santuario dei Martiri.
- La Cripta del Duomo di Cagliari
- La Cappella di San Saturnino nella Cripta del Duomo di Cagliari
- Alla riscoperta della cattedrale di Cagliari
- Cagliari, il quartiere Castello e la Cattedrale in una fotografia di Marcello Polastri









