NOVITA’ sul SITO SPELEO-archeologico nel CUORE di CAGLIARI

Una pioggia di mail continua ad arrivare alla nostra segreteria sul caso speleo-archeologico del momento: nel cantiere di via Mameli proseguono i lavori per la costruzione di una palazzina anche se da maggio, in quel terreno, emergono testimonianze del passato: pozzi d’accesso ad alcune cisterne, cunicoli, reperti archeologici, antiche mura…

 

Sarà possibile preservare questi tesori? Da decine di giorni è intervenuta nel cantiere la Soprintendenza Archeologica, che scava e vigila, ma lavori non si fermano anzi, vanno avanti, e alla svelta…

 

 

Accade a Cagliari: dopo i solleciti oramai quotidiani che un gruppo di amanti della storia urbana ci ha spedito, al fine di avviare una corretta e puntuale informazione con i nostri affezionati estimatori, pubblichiamo le recenttissime immagini inerenti il cantiere edile di via Mameli. Si tratta di un’area che fa discutere per la scoperta di suggestive vestigia del passato come ad esempio reperti archeologici, pozzi d’accesso a cavità sotterranee, canalizzazioni scavate nella roccia affiorante. Per questa ragione, mentre in quel fazzoletto di terra vanno avanti i lavori per la costruzione di una palazzina, i cittadini di via Mameli si definisconoallarmati e preoccupati“. In breve temono che questa “neo-scoperta” area archeologica possa sparire da un momento all’altro.

Al proposito… è corretto sottolineare che ogni giorno in quel cantiere assolato e polveroso, lavora un archeologo che scava e supervisiona l’attività degli operai, mentre nel lato opposto del cantiere i lavori vanno avanti, a gran ritmo (tra l’attività delle ruspe e quella degli altri mezzi pesanti). Osservando con attenzione i margini del cantiere, dalle finestre di quanti risedono nella zona, si evince che le trivellazioni hanno bucato il terreno in oggetto, quasi certamente per inserire i cosiddetti micropali (lo testimonia un cartello su via mameli). Così possiamo ipotizzare che nel sottosuolo sono state inserite le necessarie quantità di cemento e ferro, per consolidare il perimetro della futura palazzina che diverrà alta una decina di metri.

E non è tutto. Le fondazioni dello stabile – come d’altronde è deducibile analizzando i progetti – bucheranno la roccia per un profondità che oscilla tra i 6 e i 7 metri. Ennesimo dato allarmate per quanti risiedono nella zona, e hanno a cuore questo tesoretto del passato, ancor oggi visibile dalle loro finestre.

Dimenticavo: ho saputo dalla sempre cordiale dott:ssa Donatella Salvi, direttore archeologo della Soprintendenza, che la sorte delle cisterne che eventualmente verranno riportate alla luce e sgomberate dalla terra di accumulo, unitamente a quella dei “beni” rinvenuti (e degli altri che potrebbero riaffiorare) dipenderà dalle decisioni del Soprintendente.

Noi speleologi prendiamo atto di queste affermazioni e con ottimismo, ci auguriamo che tali siti verranno valorizzati e, magari, resi fruibili in futuro. possibilmente, sotto una lastra di cristallo, accanto ad un cartello indicatore e non sotto una coltre di grigio cemento.

Dimenticavamo. Eccovi le mmagini che gli stessi residenti ci hanno spedito e sia ben chiaro: sono già divenute di dominio pubblico, perchè girano in rete da qualche ora, con il testo che segue.

Questa a fianco mostra pezzi di colonne e casse conteneti reperti archeologici.

 

 

 

Messaggio originale—
Da:
faustaladdomada….   Data: 25/07/2008 10.43
Ogg: FATE GIRARE! SALVIAMO IL SITO ARCHEOLOGICO IN CENTRO A CAGLIARI!

Cari amici,
sono in corso a Cagliari in via Mameli 125/a i lavori di palificazione per la costruzione di un palazzo ad uso abitazione civile.
Tali lavori si stanno svolgendo su un area che è stata definita di ‘elevato interesse archeologico’ sia per la sua vicinanza con la Villa di Tigellio (circa 80 m in linea d’aria)sia per i reperti che sono venuti alla luce nel momento in cui è stata avvisata la Sovrintendenza per la Tutela dei beni archeologici che ha iniziato degli scavi attualmente in corso.

E’ probabile che il complesso archeologico che sta emergendo sia un acquedotto o un complesso  termale di origine romana. Ciò è deducibile dal fatto che sono state ritrovate una cisterna, una gelleria e divere canalizzazioni.
Nonostante gli scavi archeologici e la presenza quotidiana della Soprintendenza, i lavori per la costruzione delle palazzine proseguono.
Sono già state avvisate da associazioni competenti le autorità e la stampa locale e a tutt’oggi nella zona interessata proseguono contemporaneamente i lavori del cantiere edile e gli scavi archeologici.

Vi chiedo quindi di far girare questa mail per informare e sensibilizzare il maggior numero di persone possibile affinchè questo sito archeologico, bene di tutta la nostra città, sia rispettato e valorizzato secondo le norme vigenti di tutela dell’ambiente e dei beni culturali.
Grazie,

Fausta

ps. in allegato alcune foto del cantiere e degli scavi.

L’immagine di sopra mostra il cantiere sul finire di Luglio ’08. Le istantanee di sotto, invece, sono relative al mese di maggio-giugno 2008. La documentazione fotografica consente di vedere lo stato delle scoperte in questo fazzoletto di terreno in pieno centro storico, che dista meno di 80 metri dall’area archeologica denominata Villa di tigellio.

 

VECCHI POST DEL GCC…

 

Le segnalazioni di numerosi cittadini sui reperti archeologici e le cavità sotterranee riportate alla luce nel cantiere edile di via Mameli a Cagliari, hanno indotto il Gruppo Cavità Cagliaritane a sollecitare la Soprintendenza archeologica, anche in seguito alle decine di mail e telefonate che giungono quotidianamente al nostro comitato scientifico.

L’agenzia Ansa e i maggiori quotidiani isolani hanno diffuso i nostri appelli al buon senso, per richiamare l’attenzione sull’eventuale rischio che quel sito archeologico corre, in considerazione del proseguo dei lavori per la costruzione di una palazzina, alta una decina di metri, e che vanno avanti nonostante gli archeologi operano nel lato opposto del cantiere, dove gli operai lavorano. Nell’incontro intercorso due giorni fa tra il Presidente del GCC Marcello Polastri e Donatella Salvi, Direttore archeologo della Soprintendenza, abbiamo appreso che nel cantiere lavora tutti i giorni un’archeologa, mentre i lavori edili vanno avanti e gli archeologi, una volta e se accertata l’effettiva importanza delle preesistenze ritrovate, decideranno il da farsi.

Precisiamo che il Gruppo speleo-archeologico Cavità Cagliaritane è consapevole che gli operai impegnati nel cantiere edile hanno diritto di lavorare. Ma crediamo fortemente che quanto di antico emerge a Cagliari, specialmente in quel fazzoletto del centro storico, andrebbe valorizzato per poter giungere integro ai posteri. In altri casi, è accaduto che simili scoperte sono state occultate. Speriamo che questo non accada più.

 

Ma cosa accade in questo angolo di città?

 

A voi alcune risposte:

Nel mese di maggio 2008, un gruppo di persone che abitano nelle palazzine circostanti il cantiere edile situato tra via Mameli e Vico I Carloforte, ci segnalarono la presenza di una cisterna sotterranea di forma a damigiana, forse del periodo romano, interamente stuccata con il cocciopesto, profonda una decina di metri e larga poco più. Queste “fonti” conoscevano la cisterna da più di mezzo secolo: nel 1926 un loro antenato dispose la chiusura della cavità sotterranea posandoci sopra un pesante coperchio di ferro, perché a pochi passi da quella imboccatura che si apriva sul banco di roccia, cominciarono i lavori per la costruzione di una casa ultimata nel 1928 e ancor oggi visibile tra via Mameli e vico I Carloforte. Mentre i lavori per l’edificazione dello stabile proseguivano, la cisterna riposava sotto uno strato di terra, preservata dal ferreo coperchio. Chi sostiene ciò è convinto che in quel terreno si insinua un lungo cunicolo sotterraneo che, al pari della cisterna, rivive nei ricordi d’infanzia degli abitanti della zona.

Anno 2008. Un cantiere apre i battenti tra via Mameli e Vico I Carloforte. Saltano fuori: l’imboccatura della cisterna (quella citata da quanti ci hanno scritto, sollecitando il nostro intervento), alcuni cunicoli e strutture interrate, di incerta origine.

Ora gli archeologi sono al lavoro. Così gli operai, impegnati nella costruzione di una palazzina. Il futuro – come accade per tante cose – è incerto: Dio solo sa cosa potrebbe riservare alla città di Cagliari. La cosiddetta “Città del sole”, la tanto osannata “Capitale del Mediterraneo” che, speriamo, sia capace di aver rispetto per le tracce antiche lasciateci dai nostri padri. Quelli che, ad esempio Punici e Romani, dopo aver attraversato il Mare nostrum, si stabilirono a Cagliari. E quasi certamente, in quel terreno del quartiere Stampace, vissero a lungo.

 

 

Notizia che è stata pubblicata sul quotidiano L’Unione Sarda, l’11 Luglio 2008.

L’UNIONE SARDA

Via Mameli. Sopralluogo della Soprintendenza nel cantiere di un palazzo

«È presto per dire se c’è una cisterna romana»

Il sopralluogo della Soprintendenza ai beni archeologici c’è stato, ma non ci sono ancora elementi che consentano di accertare l’esistenza di una cisterna romana sotto gli scavi di via Mameli. «Si vede solo l’imboccatura, niente di più. Difficile stabilire le dimensioni perché quasi del tutto seppellita sottoterra. Impossibile anche fare previsioni. Ma stabiliremo entro breve come comportarci».

Il chiarimento arriva dalla direttrice provinciale, Donatella Salvi, che ieri mattina si è recata nel cantiere edile in via Mameli 125, dove si lavora per costruire una palazzina di quattro piani, a ridosso di vico I Carloforte. Qui, martedì scorso, è tornata alla luce quella che sembra una cisterna romana. Almeno secondo il gruppo speleo archeologico Cavità cagliaritane che la descrive come «una cisterna interamente scavata nella roccia, a forma di pera, profonda una decina di metri e larga otto».

Tanta sicurezza è motivata anche dalle segnalazioni dei residenti della zona e degli anziani proprietari del terreno, anche loro preoccupati per l’avvio dei lavori. «Trent’anni fa ne coprirono l’imboccatura con un tombino di ferro nel tentativo di preservarla», ha spiegato il presidente dell’associazione, Marcello Polastri. Più cauta Donatella Salvi.

«Da ciò che si vede è impossibile stabilire quanto sia grande. Non si riesce nemmeno a capire se sia ancora integra. Potrebbe anche essere impossibile recuperarla. Ma è presto per tirare le somme, anche perché sembra che parte della struttura vada a finire sotto un palazzo adiacente, e questo potrebbe non facilitare l’analisi del sito nella sua interezza.

In ogni caso, se ci dovessimo ritrovare davanti un ritrovamento archeologico non avremmo problemi a preservarlo». Ottenere la tutela del patrimonio archeologico, del resto, non è difficile. «Dipende dalle condizioni dei beni».

Stefano Cortis
11/07/2008

 

ALTRE NOTIZIE APPARSE SULLA STAMPA…

ARCHEOLOGIA: CONDOTTA ACQUEDOTTO ROMANO SCOPERTA A CAGLIARI (ANSA) –

CAGLIARI, 8 Luglio. La scoperta nel centro di Cagliari di alcune condotte dell’acquedotto romano che riforniva la città di acqua sorgiva, portandola da una distanza di oltre 50 chilometri, potrebbe aiutare gli archeologi a completare la mappa della Karalis romana.
Ne è convinto il presidente del Gruppo speleo-archeologico Cavità Cagliaritane, Marcello Polastri.
Le condotte sono state scoperte nel pomeriggio in un cantiere edile in via Mameli 125, dove è in costruzione una palazzina di quattro piani, a ridosso di vico I Carloforte. Le condotte sono state scoperte accanto ad un cisternone di decantazione la cui posizione era già nota agli abitanti della zona che, sostiene Polastri, allarmati per la sorte del sito archeologico e di alcuni ipogei adiacenti, avevano contattato il Nucleo dei Carabinieri specializzati per la tutela dei beni archeologici.
“Da tempo sapevamo dell’esistenza di innumerevoli meraviglie archeologiche nel sottosuolo del cantiere di via Mameli – continua Polastri – e per questa ragione, nel ragionevole dubbio che possano subire danneggiamenti, abbiamo avvisato in via cautelativa la Soprintendenza archeologica. Oggi auspichiamo che questi siti, adiacenti all’area archeologica ‘Villa Tigellio’, vengano valorizzati”.
(fonte: ANSA).

 

ALTRI QUOTIDIANI: Il Sardegna, 30 giugno 2008 scrive:

Amici della terra. La cisterna romana in centro: da salvare.

Un palazzo in via Mameli sorgerà sopra una grande cisterna di epoca romana interamente scavata nella roccia e con pareti rivestite di coccio. Lo denunciano gli ecologisti di Amici della Terra e Gruppo d’intervento Giuridico, che hanno presentato un esposto con la richiesta di controlli all’assessorato regionale dell’Urbanistica, al Comune, alla Forestale e alla Soprintendenza.Sarebbe opportuna una modifica progettuale – afferma l’ambientalista Stefano Deliperi – per permettere sia la salvaguardia che la valorizzazione del bene archeologico con soluzioni che ne permettano la fruibilità pubblica“.

postato da: gruppodinterventogiuridico il 30/06/2008 16:51


 

In seguito al lancio ANSA e alle dichiarazioni degli Archeologi, comprensibilmente “cauti”, sottolineamo come il Gruppo Speleo-archeologico Cavità Cagliaritane ha avvisato la Soprintendenza, girando a detti uffici le segnalazioni dei residenti, allarmati (magari esageratamente o, magari, giustamente… chissà), per il futuro di una presunta “cisterna romana”, comunque una “cavità sotterranea profonda una decina di metri e larga otto”.

Una delegazione di abitanti ha inoltre avvisato il Nucelo speciale dei Carabinieri, che a loro volta hanno contattato gli archeologi della Soprintendenza.

Documentiamo – a seguire – le segnalazione pervenute via mail, ma non solo, al G.C.C:

 

SEGNALAZIONE 1

—-Messaggio originale—-Da: (non riportato per motivi di privacy);
Data: 17/05/2008 10.38 A: sardegnasotterranea@tiscali.it

Ogg: SEGNALAZIONE LAVORI SU CISTERNA ROMANA (?) A CAGLIARI

Egregi speleologi del GCC,

Vi segnaliamo per eventuali URGENTI provvedimenti del caso che nel cantiere edile di proprietà della Società EL.FA srl, sito in via Mameli 125/a – Cagliari – (con permesso di costruzione 853/2007 C rilasciato in data agosto 2007) per la realizzazione di un palazzo per abitazioni civili, è presente un’antica cisterna di probabile origine romana distante in linea d’aria non più di cento metri dalla Villa di Tigellio. Nello stesso cantiere è anche presente lo sbocco di una antica galleria.
In questi giorni sono in corso di realizzazione le fondamenta speciali per la realizzazione del complesso edilizio esattamente dove è presente la cisterna.

Vi ringraziamo per l’attenzione e aspettiamo un vostro cordiale riscontro.

Distinti saluti

 

 


SEGNALAZIONE 2

—-Messaggio originale—-Da: (per Privacy non riportiamo indirizzi…)
Data: 28/05/2008 9.27 A: sardegnasotterranea@tiscali.it

Gentilissimi responsabili del G.C.C,

Vi invio i dati relativi ai precedenti proprietari dei terreni di via Mameli, acquistati in un unico atto notorio del 18 febbraio 1925 (Luigi Contu Notaio) da Federico Podda Villasanta, da Pietro Villasanta e da Francesco Puisceddu Villasanta.

I possidenti del terreno erano i fratelli Guglielmo, Doloretta ed Efisia Camba. Terreno sito in Vico San Pietro, diventato poi Vico I Carloforte, vecchia mappa n.3427. L’abitazione fu costruita nel 1926.

La signora De Montis mi ha riferito che la persona da lei conosciuta che visitò la galleria (ndr… del cantiere di vico I Carloforte) è deceduta da molti anni. Mi ha indicato comunque il punto esatto in cui dovrebbe trovarsi l’accesso. Stamattina sono in corso lavori con la ruspa esattamente in quel punto. Ho incaricato mio fratello di sorvegliare ed eventualmente di fotografare il sito.
AugurandoVi buona fortuna, Vi saluto.

F.to C.P.

 

 


In seguito a queste segnalazioni, il GCC si è recato sul luogo, ai margini del cantiere in oggetto…

Gli abitanti che ci hanno contattato ci hanno mostrato, dalle loro finestre, il cantiere tra la via Mameli e Vico I Carloforte, indicandoci il punto esatto “dove è presentre una cisterna – dissero – e un altro punto che consentiva l’accesso ad un cunicolo”. Dall’alto, si sà, la situazione appare più nitida e… inequivocabile: un sito archeologico in pieno centro urbano.

Si nota, accanto ad un muro perimetrale tra il cantiere e una abitazione di Vico I Carloforte un imbocco, ovvero la bocca di una presunta cisterna. Gli abitanti sostengono di conoscere a menadito quell’imbocco, poichè alcuni residenti, nel dopoguerra, lo chiusero con una pesante lastra di ferro, un coperchio per l’esattezza. Ci raccontano che lo stesso imbocco immetteva in una cavità profonda una decina di metri.

IMPORTANTE!!!! Potrete leggere qui sotto la mail con l’allegata lettera spedita alla SOPRINTENDENZA

da: Gruppo Cavità Cagliaritane
A: Alla Soprintendenza per i Beni Archeologici per le provincie di Cagliari e Oristano

Piazza Indipendenza, 7 – 09100 CAGLIARI tel. 070.605181 – fax 070.658871.

Data: 29/05/2008 12.43
A:
Ogg: SECONDA Segnalazione siti archeologici a Cagliari, in via Mameli.

Oggetto: cantiere edile in via Mameli 125 a Cagliari. Siti archeologici.

La presente per informare le SSLL che facendo seguito alla mail (riportata al termine della presente),dove denunciavamo l’avanzamento dei lavori edili nel cantiere di via Mameli 125/a a Cagliari, ci candidiamoper l’ennesima volta a esplorare i siti (cisterna e cunicolo) da noi segnalati, anche telefonicamente (ieri mattina) nella persona della Dott.ssa Salvi Donatella. In data odierna i lavori edili procedono a gran ritmo… con il taglio del banco roccioso per la posa di micropali e la minaccia subita dalle cavità.
Inoltre, dalle fonti che da un mese ci segnalano il proseguo dei lavori in detto cantiere, di fatto sulle masse calcaree che inglobano le cavità sotterranee locali, apprendiamo la vostra intenzione (manifestata alla sig.ra Laddomada) di far esplorare ad altro gruppo speleologico, le cavità.
Questo, a parer nostro, non è fare corretto. Pertanto, nell’auspicare un celere riscontro, e l’esplorazionedel sito, vi porgiamo cordiali saluti.

FAX 1782777996

Per il Gruppo cavità Cagliaritane

Marcello Polastri

Diego Scano


 

PRIMA SEGNALAZIONE AGLI ARCHEOLOGI, da parte del GCC

—-Messaggio originale—-
Da: sardegnasotterranea@tiscali.it Data: 22/05/2008 13.40
A:
Ogg: Segnalazione siti archeologici a Cagliari, in via Mameli.

GRUPPO SPELEO ARCHEOLOGICO GCC – CAVITA’ CAGLIARITANE
www.saredegnasotterranea.org
Mail: sardegnasotterranea@tiscali.it

Alla Soprintendenza per i Beni Archeologici per le provincie di
Cagliari e Oristano
Piazza Indipendenza, 7 – 09100 CAGLIARI tel. 070.605181 – fax
070.658871.

alla Dott.ssa Donatella Salvi

Oggetto: cantiere edile in via Mameli 125 a Cagliari. Siti archeologici a rischio?

La presente per informare le SSLL per eventuali URGENTI provvedimenti del caso, che nel terreno ora occupato da un cantiere edile, situato tra la via Mameli ed il vico I Carloforte (accesso in via Mameli 125), sono in corso lavori per la realizzazione di fondamenta speciali, consistenti nella foratura delle masse rocciose e della terra di accumulo ivi presente.

In questi giorni, lo scrivente Gruppo speleo-archeologico, ha ricevuto numerose telefonate ed e-mail dai residenti della zona, allarmati per la sorte dei “siti archeologici” locali: su indicazione di varie fonti infatti,
“nel sottosuolo locale sono celate delle cavità sotterranee artificiali, di origine antica: una cisterna ed un passaggio scavato nella roccia” che il nostro gruppo speleo-archeologico ha individuato, in passato, nella topografia antica di Cagliari nell’ambito dello studio dell’acquedotto romano.

Trattasi di cavità ben note alle signore Fausta Laddomada, Cecilia Podda, Maria Laura Satta, e alcuni soggetti che ci hanno scritto, allarmati per la minaccia che grava su tali cavità (vedasi le mail allegate), fino a pochi mesi fa accessibili dall’area in oggetto.

A seguito di un nostro sopralluogo, seppure marginale al cantiere, nella succitata area non sono visibili cavità, poiché il terreno è strato stravolto con il movimento di cumuli di terra frammisti a cocci in terracotta, ascrivibili al periodo romano (in tal senso segnaliamo la vicinanza del cantiere con l’area archeologica popolarmente nota come “Villa Tigellio”).

Le persone sopra citate, sostengono che due cumuli di terra marginali al cantiere, ben visibili dalle finestre delle circostanti palazzine, occludono gli accessi delle rispettive cavità sotterranee.

Sarebbe pertanto auspicabile un Vs immediato interessamento, al fine di salvaguardare tali siti.
In quest’ottica, i nostri speleologi si candidano alla esplorazione completa del sottosuolo locale, a nostre spese, per poter censire e rilevare le cavità locali delle quali conserviamo parecchi testimonianze orali.

Nell’attesa di ricevere un benevolo riscontro, porgo – a nome del GCC – cordiali saluti.

Marcello Polastri
Presidente del G.C.C.

 


SEGUONO MAIL ricevute dal GCC

—-Messaggio originale—-
Da: privacy…
Data: 20/05/2008 9.09
A: “sardegnasotterranea@tiscali.it

Ogg: AGGIORNAMENTO SUI LAVORI SU CISTERNA E GALLERIA

Gentile Presidente del Gruppo Cavità Cagliaritane,

Le scrivo per ringraziarla di quanto finora ha fatto (mia madre era entusiasta del suo intervento immediato e della sua passione e competenza per la materia) e per informarla che stamattina nel cantiere i lavori per l’installazione dei pali si sono spostati sul lato del terreno corrispondente alla galleria, contemporaneamente sul lato dove si trova la cisterna è in azione una ruspa scavatrice. Sembra quindi che i lavori procedano con una certa velocità…probabilmente per coprire il “misfatto” prima che le istituzioni che tutelano tali beni si mettano in azione. Spero che queste informazioni le possano essere utili anche in merito alle comunicazioni che fornirà alle istituzioni.
Ancora grazie di tutto.
saluti

—-fto….

Commenti