Parigi sotterranea e i Cataphiles che sfidano la polizia.

Alla scoperta dei Cataphiles, gruppi di esploratori che scandagliano i sotterranei parigini rischiando multe e, talvolta, il carcere. Sono appassionati disposti a tutto per guadagnarsi l’emozione dell’esplorazione, per vincere il brivido del proibito calandosi nei chilometri di catacombe e gallerie che bucano Parigi…

 

 

L’articolo seguente è dedicato agli “esploratori non autorizzati” delle cavità parigine. Abbiamo dedicato loro un articolo non certo per esaltare un modo di fare “privo di regole”, bensì per affermare come, talvolta, il merito della scoperta di ambienti sotterranei e della loro divulgazione, passa anche attraverso un modo di fare spontaneo, che fa discutere delle bellezze dimenticate nel sottosuolo delle nostre belle città.

 

PARIGI E I CATAPHILES

storie e passioni di una incredibile città sotterranea.

di Marcello Polastri

 

Quando nel 2001 pubblicai il libro “Cagliari la città sotterranea…” parlai – nell’introduzione – dei cosiddetti Cataphiles, esperti esploratori delle cavità segrete di Parigi. Dove cunicoli e strade segrete sono state abbandonati e c’è chi, ripulendole del tutto o in parte, ama organizzare feste (anche danzanti) con sfarzo di luci e altre cosette, in occasione di Natale e Capodanno. Il tutto in barba ai divieti. Perché l’accesso al sottosuolo parigino è impedito da leggi e normative severe e a differenza delle nostre città italiane, chi accede senza il permesso della municipalità nella Parigi underground rischia – in base alle vigenti leggi territoriali – pene severissime: non solo multe ma a quanto pare, la galera! 

Nei pressi della Tour Eiffel e accanto alla Senna, così sotto il Louvre e le altre meraviglie parigine sopravvive una seconda città, capovolta e fenomenale. Chi dei nostri c’è stato, giura che si tratta di luoghi sensazionali ed inimmaginabili: chilometri di passaggi segreti dove è facile perdersi: diagonali che bucano un sottosuolo ricco di acqua e, soprattutto, di scheletri umani. Il Quartier Latin è così chiamato per la presenza di molte chiese (la messa, a parte gli ultimi decenni, fu sempre officiata in latino) ma soprattutto per essere il distretto degli studi con il celebre complesso universitario della Sorbonne. pochi hanno osato esplorare la fitta rete di passaggi segreti che si dipanano nelle viscere della terra con scale che ti conducono, a volte in lato e a volte in basso, dentro spazioni saloni: ex cave, ex magazzini, ex rifugi. 

 

Nel Quartier Latin, le vecchie case della Rue Galande sono piene di curiosità definite “minori”, non solo per la presenza ri rilievi marmorei, come ad esempio quello del civico 42 (rilievo in marmo del XIV secolo raffigurante Saint Julien l’Hospitalier, è la più antica insegna di Parigi) bensì per l’esistenza di pozzi profondi decine di metri, chiusi dai tombini stradali. 

Nella stessa strada, al numero 50 e per l’esattezza sotto la libreria Paris des rêves (Parigi dei sogni) c’è un pozzo che risalirebbe al XV secolo: fanno parte della storia della cavità innumerevoli leggende su spiriti e fantasmi: il pozzo è stato usato per le esecuzioni capitali. Oltre ai percorsi “ufficiali” parigini, e cioè alle catacombe, oppure alle cripte e ai monumenti sotterranei resi fruibili al grande pubblico, esiste una città proibita ben due volte. Sia fisicamente dai tombini stradali e dai portoni chiusi, che celano l’accesso al sottosuolo; sia dalla burocrazia, dalle leggi. Forse anche per questa ragione, nella Parigi del buio si aggira un popolo di cataphiles (alla lettera: “amanti del sottosuolo“).

 

 

Ma chi sono esattamente i cataphiles? 

 

Va chiarito che fornire i loro nomi e cognomi significherebbe farli arrestare, pertanto ci limitiamo a dirvi che gli amati del sottosuolo parigino vanno dai semplici speleologi agli appassionati del mistero, fino ad arrivare agli amanti dei riti occulti. Non è tutto: un “dark side” della Ville Lumière dove anche i graffitari hanno trovato un loro spazio.

Oggi queste gallerie, come quella visibile nell’immagine, sono frequentate dai cataphiles che frequentano e animano ciò che per tanti secoli è stato regno del buio e del silenzio. 

I Cataphiles sono organizzatissimi e si sono dotati di mappe dettagliatissime e di luci: per chiunque altro, avventurarsi nelle gallerie sarebbe molto rischioso, in quanto prive di illuminazione e piene di buche, ostacoli, fogne percorse da ratti giganti, cunicoli strettissimi e a volte allagati. In più, si tratta di veri e propri labirinti, per cui sarebbe difficile trovare una via d’uscita (chiedere e ottenere aiuto).

Sapevate che: esplorare le catacombe parigine è considerato illegale e a tal proposito, dal 2 novembre 1955, è prevista una salatissima multa per chi viene scoperto dalla “cataflics” (polizia apposita) che pattuglia le gallerie?

 

Sapevate che nel 2004 è stato scoperto addirittura un teatro sotterraneo? E che in una vasta area sotterranea, estesa 2000 metri quadri, un tempo era il magazzino di una taverna in cui vi veniva conservata la birra, è stata allestita una vera e propria galleria d’arte, nella quale molti cataphiles si sono trovato a dipingere murales?

Questo ed altro potrete scoprire consultando il sito http://www.egouts.tenebres.eu dal quale abbiamo estrapolato alcune immagini che fanno parte del soprastante articolo. 

Potrete anche consultare il sito italiano: http://www.fabrizio.tommasi.name/articoli/articolo_carica.asp?ID=54

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