Cagliari, un fiume sotterraneo lambisce la Grotta della Vipera

Un fiume sotterraneo in fondo alla Grotta della Vipera. E’ più che un sospetto per la storica caverna che accolse i corpi di due coniugi morti più di 2000 anni fa a Cagliari.

Oggi la Grotta della Vipera, situata in viale Sant’Avendrace, si presenta chiusa al pubblico perché sottoposta, seppure a fasi alterne, a un importante intervento di restauro e di consolidamento. Pur tuttavia, dinanzi a blocchi e  riprese dei lavori, la Grotta della Vipera si conferma ancor più interessante per l’esistenza, al suo interno, di alcune polle d’acqua sorgiva.

Il cancello della Grotta della Vipera chiuso per un restauro. Foto di Marcello Polastri, Novembre 2018.

Da giorni quanti passano in Viale Sant’Avendrace non fanno a meno di notare un grosso tubo di colore giallo che porta, al di fuori dei cancelli della Grotta della Vipera, acqua pulita.

Ettolitri d’acqua che giorno e notte vengono riversati nella rete di smaltimento delle acque piovane, sul ciglio della strada.  

A pensare che fu proprio l’acqua contenuta in fondo alla Grotta ad esser stata considerata, nei secoli passati, come miracolosa.

Ci fu chi, tempo fa, ipotizzò che dentro l’ipogeo fosse presente il mausoleo di una amena Santa Pontilla

In realtà, però, quella che seppur sbagliando viene chiamato “grotta” è una cavità sotterranea artificiale, un sepolcro gentilizio scavato nella roccia con l’arte dello scalpello, alle pendici del colle Tuvixeddu per accogliere, duemila anni fa, il corpo di Attilia Pomptilla, nobildonna romana giunta in Sardegna per seguire il marito Lucio Cassio Filippo.

Una tomba romana dunque, che non solo è stata testimone di una storia d’amore struggente, ma anche la porta di un mondo segreto fatto di storie e dicerie su passaggi nascosti e stanze ricolme di tesori. E di insidie. Tra tutte: Sa Musca macedda, una mosca diabolica che procurerebbe la morte al malcapitato cercatore di tesori, e ai tombaroli.

Avendola, in passato, esplorata personalmente, posso affermare con convinzione che dei tesori cercati nel lontano 1600 ad opera di due coniugi che, per l’appunto, abitavano in questo ipogeo, non vi è la benché minima traccia.

Resiste, tuttavia, l’ipotesi di un camminamento segreto, ma è ancor più attendibile l’idea (avanzata nel 1800 dal Conte e Generale Albert Ferrero Lamarmora), di un corso d’acqua sotterraneo, di una falda che attraversa la collina di Tuvixeddu e passa al di sotto della Grotta della Vipera per rifornire la zona dell’Isolotto di San Simone, la cosiddetta “Sa Illetta“, in mezzo allo Stagno di Santa Gilla. 

Ne riparleremo.

Marcello Polastri

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