Benito Urgu

Facce Toste: ecco a voi il Benito Urgu scrittore e fotografo

Benito Urgu

Non chiedetegli di parlare comicamente della Sardegna. Per lui, l’isola dei nuraghi, è sacra come del resto lo è per me, e per molti sardi innamorati di un’isola da sogno, sfaccettata nei suoi paesaggi, con i suoi tanti colori…

 

VI SVELO UN INEDITO BENITO URGU: SCRITTORE, FOTOGRAFO, POETA.

di

Marcello Polastri

Benito Urgu (a sinistra), intervistato da Marcello PolastriCabarettista, cantante, comico e… non solo: Benito Urgu è molto di più. L’ho incontrato per caso giovedì 30 maggio in una Gesico piovosa. Era circondato da un gruppo di bimbi gioiosi, attorniato dall’affetto di suonatori di launeddas e dagli amici dell’Associazione Accademia Raminga e della Prolo Loco di Gesico che lo hanno invitato a tramandare la sua esperienza lavorativa ai giovani del paese.

Ho accolto senza esitare l’invito di Carlo Carta, il Presidente della Pro loco con il quale stavamo girando nei siti nuragici e pre-nuragici, immagini televisive per la trasmissione Scoprire: “C’è Benito Urgu in paese, e presenta una mostra di fotografie su sassi particolari”.

Davanti alla telecamera Benito mi ha riferito di amare pietre e sassi, che lui osserva, fotografa, rende immortali ancor più dell’essenza stessa di pietra dura e roccia.

La fotografia, infatti, è capace di rendere eterna una pietra, che Urgu ritrova “casualmente”, o che casualmente vuole osservare, mentre cammina per strada, quando si ferma a pensare in spiaggia, e fotografa prima che quel sassolino scompaia…

urtato casualmente da un passante o volutamente scagliato chissà dove da  chissà chi e perché. Domande, ipotesi di risposta, riflessioni.

 Sassolino dipinto da UrguSono alcuni dei pensieri che Benito Urgu rivolge al magico universo dei sassi. Pensieri che sono diventati poesie e immagini raccolte in un libro fotografico: Facce toste. <<La solitudine – scrive Urgu nella sua poesia pietre e sassi – è l’unica chiara stella che accompagna la nostra esistenza. La fede un dì darà le certezze ai dubbi e ai “ma”, se “ma” vi fossero>>. Come ha scritto Filippo Martinez nella prefazione dell’opera: “Benito, in realtà, è un veggente; questa, forse, è la parola che dfinisce meglio la sua essenza. Uno che non si limita a guardare: vede. E sa raccontare”.

A proposito di racconti, sapete cosa mi ha riferito Benito Urgu, sulle storiche tombe di giganti che affollano la nostra magica Sardegna?

Un giorno vi dirò.

 

 

IL LIBRO

Facce Toste, di Benito Urgu.
Anno 2012. Edizione e stampa: Grafiche Ghiani.
Prefazione: Filippo Martinez. Postfazione: Carlo Pettinau.
Costo: 12 Euro.

 

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