Osini, San Giorgio e la sua scala leggendaria.

Quando San Giorgio spaccó le montagne di Osini e creó un torrente

Un giorno San Giorgio si ritrovó a far una visita pastorale a Osini, un bel paese nel cuore della Sardegna.

Osini, San Giorgio e la sua scala leggendaria.

Osini, San Giorgio e la sua scala leggendaria.

Dopo un lunghissimo viaggio, giunto oramai stanco ai piedi di un monte impenetrabile, pieno com’era di rocce e immense foreste di querce, pensó ai disagi affrontati anche dai poveri viaggiatori.

San Giorgio Sardegna

San Giorgio combatte con il demonio.

Altruista com’era, decise di invocare Dio. “Aaascooltami mio Signore” disse inginocchiandosi, mentre si preparó per il momento della preghiera.

Scala San Giorgio

Osini e la zona del Canyon Scala San Giorgio

Vide che il cielo si oscurò e pensó a un presagio. Per questo, con il suo bastone di olivastro nodoso, fece una croce sul terreno.

Di  lì a poco, il sole riprese a splendere, e nonostante non vi fossero più nubi, udì come un tuono. Era il fracasso causato dal Monte che si spaccò in due!

L’UOMO non crebbe ai suoi occhi quando vide  che, al di là del suo bastone, si era aperto come per magia uno stretto e profondo varco.

Da allora, più breve e facile divenne il suo cammino. E così anche quello di tutti i viandanti. 

Non a caso, il grande varco che sale e scende, dotato di gradini, come uno stretto canyon in mezzo alle montagne di Osini, prende il nome di “Scala di San Giorgio”. 

Osini e la zona del Canyon Scala San Giorgio

Osini e la zona del Canyon detto Scala San Giorgio.

Nei paraggi, il Santo fece scaturire un torrente d’acqua scrosciante  e freschissima per alleviare le fatiche dei viandanti, per offrir loro un po’ di refrigerio.

GLI OSINESI, in onore di questi miracoli decisero di sdebitarsi e altruisti com’erano, edificarono ai piedi della montagna, accanto ala Scala di San Giorgio, una chiesetta campestre a lui intitolata.

LA CHIESA risalirebbe al 1300 ma la storia del santo titolare è molto più remota. 

LA VOCE DEI NOSTRI PADRI. Non è stata solo lei che ci ha tramandato la bella storia di San Giorgio. Bensì la prima fonte agiografica scritta da Paolo nel 1117, per l’appunto la Legenda Sanctissimi Georgii Presulis Suellinsis. 

Osini, San Giorgio e la sua scala leggendaria.

IL MANOSCRITTO conferma che la Gola naturale sarebbe stata “in realtà” aperta da un miracolo di San Giorgio, proprio da lui, il vescovo e primo titolare dell’antica Diocesi di Suelli.

UN SANTO al quale, anche nel quartiere cagliaritano di Stampace, era stata dedicata una Chiesa sorta sulla sua antica dimora. E, si racconta, una grotta piena d’acqua. Sarà un caso… ma di questo aspetto intrigante parleremo prossimamente.  

Marcello Polastri 

 

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