Un gigante nel Nuraghe Ardasai di Seui: Elio Mura intervistato da Marcello Polastri

Uno scheletro gigante scoperto e poi scomparso dal Nuraghe Ardasai.

Un video con un racconto esclusivo. Quello di Elio Mura che nel 1979 fece rientro dalla Germania, nella quale lavorava, per salutare amici e parenti nella sua Seui, in Sardegna.

Durante quella vacanza il signor Mura andò a far far visita – con un gruppo di amici – a un eremita, Tziu Dariu (Zio Dario). L’uomo viveva in montagna, nel Nuraghe Ardasai e scoprì l’esistenza di uno scheletro gigante.

Il giovane Elio rideva e scherzava con l’allegra comitiva, del resto con i suoi amici festeggiava quel breve e seppur temporaneo rientro. Ma, all’improvviso, un cagnolino attirò la loro attenzione.

Dapprima abbaiando, per poi portare al di fuori dell’antica torre nuragica, un osso umano molto lungo. Il cane trascinava con la bocca quello che sembrava a tutti gli effetti un femore umano.

Ardasai gigante Seui

Il nuraghe Ardasai a Seui in una immagine di Marcello Polastri

Un osso lungo, sì, appartenuto ad un uomo molto più alto di noi“, confessa Elio Mura in una video-intervista rilasciata in esclusiva a Marcello Polastri, autore della prima inchiesta ufficiale sulle ossa umane giganti in Sardegna (edita nel 2006).

Elio Mura ci accompagna nel nuraghe Ardasai di Seui

Ricordo bene – prosegue Elio Mura – che un mio amico, il più alto del gruppo, era un ragazzone alto 1,83. Accostò  quell’osso lungo alla propria gamba. Beh, il confronto dimostrò quanto quel femore fosse lungo, misurava quasi il doppio di quello del mio amico”.

Cosa avete pensato? Quale risposta vi siete dati?

Potrei pensare che quell’uomo, sicuramente antico, in vita fosse di statura eccezionale. UN GIGANTE, in poche parole”.

Ricorda eventuali elementi antropici, accanto a quel reperto osseo?

“Ricordo l’esistenza di un lastrone di scisto, situato nel punto esatto dal quel il cane estrasse quel femore. Penso che si trattasse del coperchio dei un’antica tomba dato che, tutt’attorno al nuraghe, è presente soltanto del duro calcare”.

Il gruppo di amici, nel 1979, al nuraghe Ardasai

Elio Mura confessa che di lì a poco, sempre il cane, abbaiò nuovamente. Il quadrupede, scavando, rinvenne sempre all’interno del Nuraghe una “specie di casco”, “un pallone”. Era un cranio umano, grandissimo. “Una cosa enorme, ricordo che lo vidi bene, era un cranio umano bianco, sembrava di gesso ma era vero, aveva tutti i denti. Spaventoso”.

Che fine fecero quelle ossa?

Mura non sa darci una risposta. Però ricorda di come quei resti scheletrici non fossero i soli, nel complesso archeologico di Ardasai. “Io andai via dal paese per ritornare a lavorare in Germania. E l’anno seguente, quando rientrai a Seui, andai a trovare al Nuraghe Ardasai Tziu Dario, ma nel frattempo, questi era sparito. E così anche le ossa umane“.

Mura e amici in visita nel 1979 nel nuraghe Ardasai di Seui. Foto/ archivio Sardegna Sotterranea.

Da una ricerca archivistica che abbiamo fatto, in effetti, le cronache dei giornali ci offrono qualche notizia curiosa. Un esempio? Di altri scheletri di dimensioni notevoli, scoperti nel nuraghe Ardasai. A futura memoria ci è parso giusto pubblicare la fonte diretta di una scoperta, con l’intervista del signor Mura che ringraziamo per la sua testimonianza.

Una testimonianza che farà parte delle altre numerose fonti orali che asseriscono di aver visto, o toccato con mano ossa umane enormi, appartenute a giganti, come del resto attestano quanti sono stati intervistati da Marcello Polastri tanti anni fa nel libro “Il tempo dei giganti – inchiesta“. Ciò non significa che siamo certi dell’esistenza di giganti ma siamo sicuri di come, tanti indizi, potrebbero presto portarci diritti a mostrare una prova. Prima o poi. 

Redazione Sardegna Sotterranea.org 

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