Vaticano

Cagliari e Roma nel leggendario furto di un capolavoro d’arte: il trittico di Papa Clemente

Nel 1527, durante il Sacco di Roma, un ladro si intrufolatosi nel Vaticano, prelevò dall’appartamento di Papa Clemente VII un capolavoro d’arte.

Il Trittico, opera di un artista, il Maestro del fogliame ricamato, la cui produzione si rifà al modello di Roger van der Weyden.

Si trattava di un Trittico con delle figure sacre di splendida fattura.

Dopo il furto, Juan Barcena (questo il nome del ladro, soldato spagnolo delle truppe imperiali), si imbarcò a Gaeta sulla prima nave che trovò. Anche mentre cercò di riposare tenne ben stretto al petto, il pesante borsone di pelle che conteneva il ricco bottino. Il maltolto era composto anche da tanti monili d’oro.

Il ladro non conosceva neppure la destinazione della nave e durante quella traversata si imbatté in una violenta tempesta.

Vaticano

Il Vaticano tra profezie e furti leggendari

Egli pensó a una punizione divina nel vedere il cielo illuminato dai lampi, nell’udire i tuoni. Si racconta che, tormentato nella testa e nel cuore, per invocare l’intercessione di Dio e avere salva la vita in quella che parve una imminente sciagura, il ladro osservò il quadro trafugato. Notò di come l’opera raffigurasse perfettamente Gesù Cristo con la Madonna.

Una pietà, insomma, ancor oggi capace di far pensare, data la sua bellezza.

Vinto dal rimorso, proprio quando il malfattore prese la decisione di restituire il maltolto, il mare in burrasca, come per magia si placò.

Poetto

Il mare trasparente del Poetto, a Cagliari.

LA NAVE, scampata miracolosamente alla tempesta approdò a Cagliari e Juan Barsena, davanti al porto vide un grande convento.

Non poté che prestar fede alla promessa fatta in mezzo alla burrasca e consegnò il Trittico ai frati agostiniani.

Questi diedero la bella notizia al Vescovo Gerolamo di Villanova che intraprese un rapporto epistolare con Papa Clemente VII, al secolo Giulio De’ Medici, per potergli restituire ciò che gli era stato sottratto.

Già. Ma quel ladro avrà agito su commissione?  

Il mare della Sardegna

FALSI E FALSARI. Ci furono  delle malelingue che giudicarono il quadro “restituito“, una “finta copia di quello rubato“.

Per queste ragioni furono imbastiti cinque processi.

Il loro obiettivo era accertare l’autenticità di quanto il Barsena aveva rubato al Papa.

Gli spagnoli nel 1600

I PROCESSI finirono, nel 1529, Clemente VII decise, a sua volta di fare, un’opera caritatevole: donò ai fedeli di Cagliari una Spina della Corona di Gesù Cristo, alcune reliquie, e dunque anche il Trittico fiammingo.

LE CONDIZIONI: “quanto vi sto donando – disse – dovrà essere esposto al pubblico in occasione della solennità dell’Assunta, il 15 Agosto di ogni anno, nella Cattedrale di Cagliari“.

Papa Clemente VII

Papa Clemente VII

Non solo. A quei tempi il Papa concesse l’indulgenza plenaria a quanti avessero ammirato la Sacra Spina e il dipinto.

L’indulgenza venne confermata nel 1992 da Karol Wojtyla, dunque da Giovanni Paolo II. La volontà di Clemente VII è rispettata ancora oggi. Lo splendido quadro è oggi custodito ed esposto nel Museo del Duomo di Cagliari

Marcello Polastri © riproduzione riservata.

 

Trittico Clemente VII

Il trittico di Clemente VII conservato a Cagliari.

Curiosità

Probabilmente l’opera nota come il Trittico di Clemente VII fu acquistata dallo stesso Papa Giulio de’ Medici, nel 1499, durante un suo viaggio nei Paesi Bassi.
Dato il carattere temporaneo del soggiorno, è però improbabile che lo stesso Giulio abbia commissionato il dipinto.

A realizzare il Trittico fu un artista, il Maestro del fogliame ricamato, la cui produzione si rifà al modello di Roger van der Weyden.

Papa Clemente VII

Consta di tre tavole, quella centrale raffigura l’Addolorata e il Cristo dolente, quella dello scomparto sinistro Sant’Anna con la Madonna e il Bambino, quella dello scomparto destro Santa Margherita e il drago.

Per realizzare un’opera del genere ci vollero sicuramente mesi di intenso lavoro e così, il quadro, doveva essere già ultimato al momento dell’acquisto.

Il Trittico, opera di un artista, il Maestro del fogliame ricamato, la cui produzione si rifà al modello di Roger van der Weyden.

Secondo gli esperti d’arte, ciò vale, in particolare, per il pannello centrale con la Pietà, che al tempo era una delle rappresentazioni predilette per la devozione privata.

Non è chiaro però se anche gli scomparti laterali fossero già ultimati, oppure, se siano stati uniti in un secondo momento.

Marcello Polastri 

© riproduzione riservata.

Commenti