L’Italia trema: un terremoto apocalittico da brivido, tutta l’Italia in preghiera

La terra continua a tremare, anche in questo momento si sentono delle scosse” afferma l’inviato di Rai 1 nel servizio giornalistico delle 13,45. Il riferimento è al terremoto che quest’oggi, dalle Marche, ha colpito il Belpaese.

Si dice che i primi ad aver avvertito le scosse sono stati gli uccelli e i cani che hanno preso ad abbaiare. Poi il finimondo.

Norcia è una larva di città, sorvolata dagli elicotteri che fanno la spola su un centro storico deserto. Devastato.

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Sono collassate la chiesa di Santa Rita, la cattedrale di San Benedetto.

Ma il sisma più devastante è anche il più recente, che – secondo gli esperti – sarebbe ben peggiore di quello all’Aquila.

Alle 13,06 una nuova forte scossa di #terremoto, stavolta in provincia di Perugia. Scosse su scosse, che hanno interessato la catena pre-Appenninica. Le faglie che si scontrano.

È un terremoto che ancora fa rabbrividire con le innumerevoli chiamate al centralino dei Vigili del Fuoco, ogniqualvolta il terreno trema, e le porzioni delle montagne ferite, i terreni spaccati, franano sotterraneamente per poi assestarsi.

Anche Roma ha riportato danni a case e palazziper fortuna, però, non sono stati devastanti come altrove. Nella paura e all’insegna della prudenza è stata fermata la metro.

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Ed ora cresce un senso di sconforto e una voglia di far qualcosa: già, ma cosa in effetti?

Ma cosa si può fare di fronte a madre terra che borbotta? Chissà.

Proprio come nelle profezie di Nostradamus e dell’Apocalisse. Il sindaco di Ussita, Rinaldi: “Dormivo in auto e ho visto l’inferno”. Il sindaco di Fiorentino allarmato, e la chiesa locale, di San Francesco, inagibile già dalle prime scosse di mercoledì.

Solo a Tolentino gli sfollati sono oltre 1200. Le strade sono squarciate. Come ad Amatrice e nei centri vicini: sono crollate diverse chiese, già compromesse dal terremoto del 24 agosto scorso.

È venuto giù molto di quello che non è crollato quel giorno“. Ed infatti anche il campanile della chiesa di Sant’Agostino è caduto giù per terra. Tutti i lavori di messa in sicurezza sono stati vani. Gli unici edifici rimasti in piedi sono pochi, quelli dichiarati inagibili.

Da stamattina sono state oltre 50 le scosse del terremoto di magnitudo 3. Tante altre di minor intensità. Pur sempre una sequenza sismica imprecisabile o meglio, non prevista. Forse, chissà, prevedibile?

 

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Alle 15 tutta l’ Italia si riunirà in preghiera recitando la coroncina alla divina misericordia per invocare l’ aiuto di Dio” recitano gli SMS in circolo tra gli italiani.

Si dice che il terremoto più forte dal 1980 ad oggi sia proprio quello odierno.
E allora l’Italia dovrà prendere atto che questi sono fenomeni oramai frequenti e, di conseguenza, porsi un problema con il quale stiamo già convivendo.

E che condizionerà anche le politiche per la sicurezza e la necessità di far fronte a delle priorità impellenti: trovare le risorse, alla svelta, per risollevare una terra in ginocchio. Magari far prevenzione e non intervenire solo a frittata fatta?

Marcello Polastri

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