Scoperta archeologica a Selargius: pozzo o nuraghe sepolto?

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La grande cavità sotterranea sarà una tholos franata?

A Selargius, cittadina a breve distanza dal capoluogo della Sardegna, una scoperta potrebbe riscrivere la storia dei nuraghi.

Il ritrovamento, al quale lavorano gli archeologi, riguarderebbe per l’appunto una torre nuragica che sarebbe rimasta sepolta in mezzo al fango, forse per quello che Sergio Frau (autore del libro di successo “Le colonne d’Ercole“) ha definito anni fa uno tsunami che spazzò via la civiltà nuragica.

Per adesso gli archeologi (dei quali non tutti sono concordi con l’ipotesi di Frau), sono al lavoro in una profonda cavità sotterranea completamente rivestita di grandi massi, riportata alla luce giorni fa in un cantiere edile di via Atene e che per l’appunto sembrerebbe la torre di un nuraghe sepolto.
Nello stesso cantiere sono stati inoltre scoperti dei fondi di capanne: costruzioni circolari erette con le pietre.

Tuttavia, se l’ipotesi di un complesso nuragico alle porte di Cagliari appare suggestiva e gli accademici (come sempre del resto invitano alla prudenza), si attendono novità sui manufatti in fase di indagine: origine, datazione, utilizzo del sito, etc.

Stupisce che la notizia su questa scoperta sia rimasta segreta e comunque confinata nei soli ambienti degli addetti ai lavori. Come mai? Chi avrà paura di questa scoperta?

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All’interno di un nuraghe.

A pensare che la notizia del ritrovamento è trapelata su un Social network con le immagini postate su internet dal deputato Mauro Pili che si è mostrato entusiasta, con i suoi commenti, per  quanto sta accadendo a Selargius (nelle foto qui pubblicate).

POZZO DEL VILLAGGIO? Un tempo, proprio a Selargius, esisteva l’antichissimo villaggio di Palmas che scomparve misteriosamente. Di questo centro abitato parlano le fonti medievali ma della vecchia Palmas sopravvive oggi soltanto il suo tempio sacro: la Chiesa di San Lussorio.

Secondo le fonti, la scomparsa del paese risalirebbe ai primi anni del XIV secolo ed esattamente al 1338.

La scoperta del pozzo nuragico (zeppo di terra, ora svuotata per circa 4 metri di profondità), ed anche dei resti di capanne in via Atene a Selargius, portebbe svelarci molti dati sul passato di quest’angolo di mondo che troppo a lungo è rimasto nell’anonimato. Anche in tema di storia da valorizzare.

 

Ps. A proposito di cavità sotterranee Selargine, dagli archivi di Sardegna sotterranea trapela un dato interessante. Alcuni manoscritti attestano che Selargius aveva una tradizione di pozzi e silos sotterranei. Gli abitanti del paese erano infatti soliti usare dei profondi sotterranei per conservare le derrate alimentari, gin dal periodo romano.

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