Il vecchio ospedale tra tunnel e droga

siringheSStrinita

Siringhe e fazzoletti insanguinati

In questi giorni a Cagliari incalza la notizia che vede i cortili dell’Ospedale Santissima Trinità usati da persone dedite all’uso di droga.

E’ una situazione che avviene sia all’aperto che negli angoli più riparati del grande presidio ospedaliero dove medici e infermieri ed anche chi fa visita ai degenti, non può fare a meno di notare le siringhe che invadono aiuole e viali. C’è chi ha paura o comunque non vorrebbe imbattersi nelle persone poco raccomandabili che ronzano attorno ai padiglioni ospedalieri.

L’EROINA è la sostanza stupefacente usata maggiormente dai drogati che si appartano nel nosocomio: uomini e donne in crisi d’astinenza scompaiono dietro i robusti pini della zona per “spararsi la roba nelle vene“.

Non sono esenti, dall’invasione delle siringhe e dei fazzoletti sporchi di sangue, le scale estere ai reparti ed anche i sottoscala.

L’ospedale è in balia della droga portata dentro il suo perimetro da consumatori abituali e che, quotidianamente (ipotesi da verificare),  farebbero visita ad amici ricoverati nella struttura. Non fanno eccezione al malcostume anche i sotterranei, scavati durante la seconda guerra mondiale, lontani da sguardi indiscreti, accanto all’ingresso secondario dell’Ospedale, in via Timavo.

 

Bucarsi di nascosto

Bucarsi di nascosto, o comunque all’aperto…

A pensare che questi cunicoli oggi gravati dall’abbandono, sono lunghi decine di metri. Un tempo furono usati dai militari come nascondiglio ed oggi, nelle loro recondite stanze, ospitano un drappello di emarginati.

C’è chi, sottoterra, ha abbandonato numerose scocche di motorini e chi, ago e soluzione da iniettare in pugno, consumana la sua dose di disperazione quotidiana.”Dentro il recinto dell’ospedale può entrare chiunque, specie la notte“, testimonia anche il quotidiano l’Unione Sarda del 28 luglio 2014 ribattendo la notizia su questo fenomeno metropolitano che va avanti da tempo, e per il  quale, in tanti, auspicano urgenti provvedimenti del caso.

Una richiesta arriva da due dipendenti dell’Ospedale che preferiscono l’anonimato: “potenziate la presenza delle guardie, sono necessarie le ronde“. Trovare tutti i giorni siringhe abbandonate e macchie di sangue per strada, in un ospedale che, al suo interno, conta su un rinomato reparto per la cura delle malattie infettive, è paradossale.

A maggior ragione perché si ravvisa una situazione di pericolo per la salute pubblica e di emergenza, ancor più scandalosa in un luogo come l’ospedale appunto, che dovrebbe curare e prevenire le malattie anziché ospitare possibili focolai di infezioni.

I giornalisti Marcello Polastri e Alessandro Congia, per i network Vivere a Cagliari e Sardegna Sotterranea, hanno curato un approfondimento VIDEO.

Buona visione.

Le immagini sono state realizzate dal fotografo e giornalista Alessandro Congia.

 

IL VIDEO

Commenti