Santa Igia o Gilla

Santa Igia, la mitica città sepolta dal fango e dal cemento di Cagliari

Esiste una grande città sepolta nei fanghi di Cagliari: Santa Igia. Era un città immensa, un ampio castello cinto di fossati.

Scavi archeologici a Santa Igia Cagliari

Gli scavi archeologici a Santa Igia – Cagliari

Nelle sue mura si aprivano diversi ponti levatoi che immettevano in una ragnatela di strade. 

Affacciata sul mare, con colline e montagne alle spalle, verso l’entroterra, era sorvegliata da torri. Se dovessimo disegnarla sulla scia dei documenti d’archivio, questa città fortificata, ricorderebbe per alcuni aspetti Ostia antica. 

Santa Igia sorgeva davanti al mare. Immagine ipotetica realizzata dal sito Su Furriadroxiu.

SANTA IGIA è una città oramai fantasma: sopravvive nei menti d’archivio. Ci raccontano che erano tanti i suoi edifici a più piani. Grande e ricca di manoscritti la sua biblioteca.

Divenne la capitale del Giudicato di Cagliari dal IX secolo d.C. fino al al 1258. Quando fu distrutta dai Pisani che edificarono il Castello di Cagliari in seguito alla conquista del giudicato.

Scavi archeologi a Santa Gilla nel 1980

Abbiamo detto: possedeva torri, ma in misura maggiore delle cisterne d’acqua piovana. Il perché è presto detto: la città sorgeva sulle sponde occidentali dello stagno di Santa Gilla, “in condizioni di sicurezza ideali“, dicono gli studiosi. Pur sempre in mezzo all’acqua salmastra.

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Essendo situata accanto a una serie di canali navigabili in collegamento con i vicini centri abitati di Elmas, Uta e Decimo, SANTA IGIA divenne un fiorente centro commerciale.
Ma oggi non è più visibile. 

Riposa, in larga misura, sotto le placide acque dello stagno, a breve distanza dal centro commerciale Auchan.

Santa Igia

Scavi archeologici a Santa Igia nel 1980. Foto tratta dal libro di Marcello Polastri: “Cagliari la città sotterranea”, edizioni Sole, 2001.

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I pionieri ottocenteschi dicevano che era una città importante con i palazzi del potere: quello della giudicessa Benedetta e dell’arcivescovo.

Santa Igia o Gilla

La città di Santa Igia oggi, a destra: al suo posto canne palustri e acqua. A sinistra una storica veduta del Castello di Ostia. Per alcuni aspetti questa veduta ricorda SANTA IGIA.

 Forse Santa Igia possedeva anche un ospedale, dato che i medici figurano fra i testimoni di alcuni atti pubblici che parlano, tra l’altro, di un luogo intitolato a San Lazzaro (un lazzaretto?).

Sotto le acque della laguna di Santa Gilla a Cagliari riposa la città giudicale di Santa Igia

IL CENTRO ABITATO accoglieva anche luoghi di culto: le chiese di San Pietro dei Pescatori, di San Simone e Santa Maria di Cluso.

Le prime due sono ancor oggi visibili. La terza era probabilmente una cattedrale ricca di opere d’arte.

Si trattava della Chiesa di Santa Cecilia, da cui forse il nome della città: Santa Ilia-Santa Igia

Anche se, non ce  ne vogliano gli storici, siamo così certi che avesse il nome di una Santa questa città? E non un nome diverso?

Chiesa San Pietro pescatori Cagliari

La Chiesa di San Pietro dei pescatori a Cagliari

Comunque sia, “i resti della cattedrale intitolata a Santa Igia“, secondo Giovanni Spano erano ancora riconoscibili, nella metà del 1800, in quello che lui chiamò “il vigneto Sepulveda“.

Antica Chiesa. Ricostruzione ipotetica . 

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UNA GRANDE VIGNA che sorgeva nei pressi dell’attuale via Simeto, fra il palazzo delle poste e uno sfascia carrozze.

È stata la studiosa Barbara Fois a rintracciare, con una lunga ricerca archivistica e uno scavo archeologico, una valletta piena di pietre squadrate e rocchi di colonne.

Santa Igia o Santa Gilla

Archivio di Sardegna Sotterranea: reti del cantiere archeologico a Santa Igia. Ora sui resti antichi, l’asfalto del parcheggio del Centro Commerciale Auchan Santa Gilla.

Angoli di palazzi uscivano dalla terra, tombe cappuccine e forme absidate parlavano di chiese e di cimiteri: avevamo trovato la città scomparsa“.

Il ricercatore Francesco Cesare Casula lavoró in equipe ad un importante progetto di scavo e recupero che però, finì per arenarsi.  

Scavo archeologico

Furono avviati degli scavi stratigrafici che misero in luce parte della città romana e altomedievale. Però quasi nulla di tutto ciò che fu trovato è mai stato pubblicato. Non solo.

Gli scavi furono coperti.  Sui resti antichi fu costruito il cavalcavia di via Santa Gilla con la strada sopraelevata. Auto e progresso in corsa veloce… eh sì, sulla storia celata! 

Marcello Polastri

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BIBLIOGRAFIA

  • Francesco Cesare Casula, Storia della Sardegna, Carlo Delfino, Sassari 1994.
  • Barbara Fois (a cura di), Santa Igia capitale giudicale, ETS Editrice, Pisa 1986.
  • Gian Giacomo Ortu, La Sardegna dei Giudici, il Maestrale, Nuoro 2005.
  • La Grande Enciclopedia della Sardegna, vol.8 (PDF), sardegnacultura.it.
  • Lo scavo di via Brenta a Cagliari, a cura della Sovrintendenza archeologica per le provincie di Cagliari e Oristano, Cagliari 1992.
  • Raimondo Pinna, Santa Igia. La città del Giudice Guglielmo, Condaghes, Cagliari 2010.
  • Marcello Polastri, Cagliari la città sotterranea, Sole EDizioni, Cagliari 2001.

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