Sergio Frau Atlantide

Su Rai 2: meteorite sulla Sardegna e addio alla civiltà nuragica con uno tsunami

Nuraghe sotto ai fanghi? Immagine di Ettore Tronci realizzata con un drone.

Sessanta chilometri di tragitto distruttivo poi l’onda d’urto, alta diverse centinaia di metri che spazzò via una formidabile civiltà da un’altrettanto bella isola “delle eterne primavere”, colpita dal mare infuriato che sarebbe entrato nella terra, al centro dell’isola per percorrne un tratto, da sud verso nord.

UN’ONDA ANOMALA dunque, un terribile TSUNAMI che sarebbe stato capace di seppellire alcuni dei monumenti megalitici più grandi e meglio conservati d’Europa, i nuraghi.

Tsunami Sardegna

La grande onda evidenziata al centro in blu

Ancora oggi, mentre gli archeologi discutono sulla solo origine e funzione, c’è chi si è fatto un’idea ben precisa sulla scomparsa della civiltà che costruì questi edifici usando pietre giganti.

IL 1 GENNAIO 2017 su RAI 2 A VOYAGER, è andata in scena proprio lei, la SARDEGNA ed il suo fascino del passato, i suoi misteri insoluti. In UNA PUNTATA seguita da 2milioni 497 mila persone.

Sergio Frau a Voyager su Rai 2.

L’isola dei nuraghi che secondo gli studi archeologici e le affermazioni dell’accademico dei Lincei Giovanni Lilliu, ospitava circa 7 MILA TORRI CICLOPICHE.

Per altri studiosi sarebbero almeno 10MILA I NURAGHI ma, secondo Sergio Frau intervistato ieri da Roberto Giacobbo per Voyager, “SONO BEN 20 MILA“.
TUTTAVIA la maggior parte di essi non sono visibili perché “ricoperti di vegetazione” ma attenzione, germogliata sui “sedimenti fangosi trasportati da un cataclisma”. “Sessant’anni fa, quando il Lilliu riportò alla luce il nuraghe di Barumini lo stesso si presentava ricoperto di terra, era una collina coltivata”. Un aspetto noto ai più.
Quel che non è molto chiaro è stato evidenziato da Giacobbo in prima serata:
Nella pianura del Campidano i nuraghi sono piuttosto rari e ricoperti di terra, mentre salendo di quota, sulle colline circostanti, le torri sono più numerose e ben conservate“.

Poi lo scoop: “colpa di un asteroide che ha generato uno tsunami“.

Tsunami in una foto simbolo

“Un tempo – ha proseguito il conduttore di Voyager – il Campidano era una pianura fertile e rigogliosa ma sotto la dominazione fenicia divenne una zona fertile e paludosa, infestata dalla malaria.

Una situazione che solo le bonifiche del Novecento hanno sanato.

Che cosa è successo?“. La parola è passata al giornalista di Repubblica Sergio Frau.

“Abbiamo usato dei droni, strumenti che offrono un punto di vista differente per osservare bene di come moltissimi nuraghi nel Campidano sono divenuti colline ricoperte di fango” ha detto Frau, per poi proseguire:

quando abbiamo presentato all’Accademia dei Lincei il confine con le Colonne d’Ercole rivisto, tutto riportava alla Sardegna come isola con i vecchi più vecchi, la terra delle eterne primavere, dei metalli come diceva Platone“.

Il mare in burrasca della Sardegna

Infine il tassello mancante: dove andò la civiltà dei costruttori delle torri che popolava  quest’isola? 

“Per quadrare con il racconto di Platone, mettendo in fila gli indizi come se fossero dei  cadaveri raccolti, questa terra venne distrutta in un giorno e in una notte da un cataclisma che seppellì la pianura più bella del mondo, stando al mito”.
E allora per spingere una massa d’acqua del genere, capace di ricoprire così tanti nuraghi, cosa sarà accaduto? Quali le prove tangibili?
Stefano Tinti dell’Università di Bologna – riprende Frau – ci spiega bene il tutto riferendosi ad un asteroide”. Sarà stato quel “Monte caduto nel mare” a generare lo schiaffo di Poseidone al quale si riferisce Omero?
Il Golfo di Cagliari accoglie il mare a braccia aperte, circa 150 km, e si restringe con la forma di un tubo verso Barumini e la retrostante Giara di Gesturi.

Sergio Frau Atlantide

Sergio Frau autore del libro inchiesta Le Colonne d’Ercole a Voyager.

UN ASTEROIDE caduto nel largo del Golfo di Cagliari poteva certo creare un’onda gigantesca capace di far entrare così targa acqua nella Piana del Campidano innevando un’onda d’urto capace di seppellire con fango e detriti i nuraghi“. Le dimensioni dell’onda?

Ha superato i 60 km di lunghezza per sbattere a circa 460 metri d’altezza nella zona dell’altipiano della Giara. L’onda è giunta dal largo del Golfo di Cagliari colpendo i nuraghi da sud verso nord; ecco perché un loro versante, quasi sempre lo stesso, è pieno di fango sedimentato”.

Quando sarebbe accaduto tutto ciò?

“Intorno al 1178 avanti Cristo – ha concluso Frau – che coinciderebbe con la fine dell’età dell’oro dei nuraghi ipotizzata dal Lilliu.

Ciò spiegherebbe anche la migrazione dei popoli del mare, dapprima combattenti esperti e poi profughi del mare secondo le fonti egizie. E poi non si costruisce più un nuraghe che nel millennio precedente ne ha costruito 20 MILA”. E addio alla mitica civiltà di Atlantide o forse via con l’alba del suo MITO.

Marcello Polastri 

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