Sassari cimitero

Cimitero di Sassari depredato dei suoi tesori

Il cimitero monumentale di Sassari perde pezzi, fatto risaputo, e non é solo per l’incuria del tempo. Stavolta è soprattutto per la volontà dell’uomo. L’altro ieri, ad esempio, è stata notata qualcosa di strano e che non và…

Una scultura realizzata da Giuseppe Sartorio, artista definito il “Michelangelo dei morti”, è stata vandalizzata per rubarne un teschio di marmo.

A rendere noto l’accaduto, Fabio Landinetti, gestore di una seguitissima fan-page su Facebook dedicata al cimitero monumentale sassarese.

Sassari cimitero

Il cranio umano in marmo prelevato dal cimitero di Sassari. Foto: Fabio Landinetti

Edificato nel 1837, questo camposanto è vincolato dalla Soprintendenza ai beni storico-artistici anche se moti suoi settori sono visibilmente malridotti. Una storia che si ripete spesso: di chi sarà la colpa? Di chi dovrebbe tutelare questo luogo della memoria o dei tanti proprietari delle tombe e cappelle? Forse la verità sta nel mezzo.

Sui media in questi giorni è emerso che, data la ristrettezza economica, l’amministrazione civica non può farsi carico delle spese di manutenzione, di sorveglianza e di salvaguardia delle vetuste tombe e cappelle.

Il basamento privo oramai del cranio nel Cimitero di Sassari

Ed ecco perché molti dei suoi capolavori di arte funeraria cadono a pezzi. Oppure c’è chi, qualche pezzo, scompare per opera di ignoti. Com’è accaduto di ergente per il teschio della tomba Murtula.

C’è stato chi ha allungato le mani “scollando” il cranio marmoreo dalla scultura, per poi portarlo chissà dove. Un furto (si ipotizza…) che segue quello delle aquile bronzee di inizio Novecento prelevate della piramide di Ardisson.

Sassari cimitero

La tomba di Ardisson nel cimitero monumentale di Sassari. Foto: La Repubblica.

Strappar via le cose ai defunti e dai cimiteri non è bello, per i più superstiziosi porterebbe male! 

Chissà se, nonostante siano prive di ali funzionanti, le acquile ed il cranio “sequestrati”, potrebbero far ritorno nella loro dimora originaria, tra i cittadini e le loro tombe del cimitero monumentale. 

Marcello Polastri 

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